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De Palma (Fiom): garanzie su rilancio ex Irisbus

De Palma (Fiom): garanzie su rilancio ex Irisbus

2 Settembre 2016 | by Marco Grasso
De Palma (Fiom): garanzie su rilancio ex Irisbus
Attualità
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AVELLINO – “L’ex Irisbus deve riaprire”. L’infinita vertenza di Flumeri sarà il 13 settembre al centro di un vertice ministeriale con l’azienda e il responsabile nazionale della Fiom Cgil per il settore automotive Michele De Palma, ad Avellino per un direttivo con i lavoratori insieme al segretario provinciale Sergio Scarpa, al segretario generale Franco Fiordellisi ed alle RsuDario Mennino e Silvia Curcio, chiede garanzie precise sul futuro dello stabilimento irpino. “La fabbrica irpina deve riaprire e produrre, insieme allo stabilimento di Bologna, autobus. A Del Rosso chiediamo prima di tutto garanzie che gli autobus IIA siano prodotti in Italia. In questi anni si è dimostrato che è possibile: non è più accettabile acquistare pullman dall’estero per farli circolare nel nostro Paese”. Dalla chiusura dello stabilimento sono passati più di cinque anni e la Fiom Cgil chiede un’accelerazione su un iter che continua a registrare continui stop. “Siamo stanchi di aspettare, il prossimo vertice dovrà servire a fare prima di tutto chiarezza sui tempi. La misura è ormai colma, non si può chiedere a centinaia di lavoratori di temporeggiare per sempre. Quello stabilimento deve essere riammodernato e tornare a produrre al più presto. E’ una sfida che interessa l’intero territorio, perchè IIA, una volta a regime, dovrà crescere e garantire nuova occupazione. Per quanto ci riguarda festeggeremo solo quando anche l’ultimo lavoratore sarà rientrato in fabbrica. Ci interessano solo i fatti, il tempo delle chiacchiere è finito da un pezzo”. De Palma chiama in causa anche la Regione. “Il revamping, e quindi le attività di recupero e riammodernamento degli autobus in circolazione, può essere un punto di partenza. La Regione aveva preso impegni precisi in questo senso, così come sulla formazione dei lavoratori. Bisogna muoversi, passare ai fatti: l’insegna, la pulizia dell’area circostante sono segnali positivi, ma non bastano”. Il 13 settembre, in concomitanza con il vertice ministeriale, alcuni lavoratori della Irisbus saranno in tribunale per un’udienza successiva alle denunce scattate durante i giorni della lotta davanti i cancelli dello stabilimento. “E’ paradossale – osserva De Palma – che siano finiti a giudizio dei lavoratori impegnati in prima linea per salvare lo stabilimento ed il proprio lavoro e ridare slancio al piano nazionale dei trasporti, una partita sulla quale ora sono impegnati anche l’azienda e il governo”.

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