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“La Magia del Sabba”, una riscoperta della storia beneventana

“La Magia del Sabba”, una riscoperta della storia beneventana

12 Luglio 2016 | by Anna Liguori
“La Magia del Sabba”, una riscoperta della storia beneventana
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BENEVENTO – “La Magia del Sabba”, percorso tematico guidato, in programma dal 15 al 17 luglio con due visite al giorno, è un progetto curato dall’Ar.eCa. S.C.a.r.l., incaricata dalla Provincia di gestire la Chiesa di Sant’Ilario a Port’Aurea e l’Infopoint del Museo del Sannio.
L’intento è quello di aiutare a riscoprire le janare e i loro riti magici con due appuntamenti giornalieri alle 11.00 e alle 19.00.

Le visite guidate potranno essere effettuate previa prenotazione presso l’infopoint del Museo del Sannio, e per l’occasione aperto anche all’Interno della Rocca o attraverso i mezzi di comunicazione messi a disposizione dalla Cooperativa (telefono: 3285830699 – 3913473203, e-mail: arecascarl@gmail.com).

“La Magia del sabba”, come dice Areca, riguarda “Benevento, città femminile per eccellenza, città magica. La magia discende e sale, sembra sospesa nel tempo perché ognuno scavi in se stesso e nella città misterica. Attraversarla significa diventare personaggi di un affresco perché a Benevento, nella sua storia, nelle sue vie in fuga, si respira come l’essenza di un fato, che è cristiano con frange pagane. Cristiano e pagano nel Sannio, come a Benevento, non sono separabili: convivono, dando per risultato quel messaggio stregato che qui domina nel cieli, sul monti, nelle valli e sulle campagne, nel villaggi e nelle case, negli uomini, negli animali. Un qualcosa di fermo, di sospeso e di atteso, che ha, poi, permesso il moltiplicarsi delle leggende”.

Il percorso “la Magia del Sabba”, dunque, “partirà dall’analisi storico-culturale del fenomeno “strega”, che affonda le radici in un tempo remotissimo e si indagheranno i diversi culti di divinità femminili che sempre avuto un ruolo predominate nella città di  Benevento. Su questi culti, tra i più importanti, quello della dea egizia Iside, appartenente alla categoria delle Grandi Madri, si innesteranno, poi, i culti longobardi legati al dio Wotan. Ed in questo calderone di tradizioni e costumi, si collocano le janare, figure caratteristiche della civiltà contadina. La janara è capace di manipolare le erbe per guarire ogni tipo di malattia, ma è anche capace di procurare veri e propri cataclismi. La seconda parte del percorso sarà incentrata sui rituali sabbatici delle streghe ed il significato recondito di cui essi sono portatori. Infine, si focalizzerà l’attenzione sulla portentosa capacità delle janare di utilizzare e conoscere i principi delle erbe medicamentose”.

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