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Montesarchio| Moccia, chiusura ad oltranza. Rabbia operaia ma si tratta ancora

Montesarchio| Moccia, chiusura ad oltranza. Rabbia operaia ma si tratta ancora

10 Dicembre 2018 | by Enzo Colarusso
Montesarchio| Moccia, chiusura ad oltranza. Rabbia operaia ma si tratta ancora
Lavoro e Sindacati
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Moccia chiude le porte ai propri lavoratori da 62 giorni in picchetto continuo dinanzi i cancelli della fabbrica. Non è bastata l’intercessione del sindaco di Montesrachio, dell’assessore Palmeri, del consigliere regionale Mortaruolo per schiodare l’azienda dalla sua posizione che resta di totale intransigenza. E allora niente proroga di cassa integrazione e ribadimento ad oltranza della volontà di dismettere la produzione. Disperazione e sconcerto tra i lavoratori ma anche l’assoluta dignità di proseguire a lottare anche se le difficoltà sembrano insuperabili. Nell’incontro mancato di oggi a Napoli è emersa, tra le quinte, anche la forte irritazione dei mediatori istituzionali che si sono visti bloccare, come una partita di scacchi, tutte le vie di fuga possibili. A questo punto tutto è legato alla capacità dei 34 di tenere i nervi saldi e di proseguire la lotta nei canali del negoziato. Domani una delegazione sarà a Palazzo San Francesco a Montesarchio a rapporto dal sindaco Damiano per capire in quale altra maniera organizzare le contromisure. Dalla parte opposta un’azienda che non ne vuole sapere di scendere sul terreno della contrattazione. Ferma sulle proprie posizioni, ermetica ad ogni forma di concertazione, orientata sin dall’inizio a cambiare aria non si sposta dalle posizioni assunte in estate. Finalino su Confindustria. Oggi a Napoli non si è visto alcun rappresentante dell’Unione e questo non è un segnale favorevole sulla strada impervia della soluzione della crisi.

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