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Lavoratori idraulico-forestali, la FAI-CISL Irpinia Sannio denuncia: “situazione critica, stipendi ancora bloccati”

Lavoratori idraulico-forestali, la FAI-CISL Irpinia Sannio denuncia: “situazione critica, stipendi ancora bloccati”

13 Aprile 2026 | by Redazione Bn
Lavoratori idraulico-forestali, la FAI-CISL Irpinia Sannio denuncia: “situazione critica, stipendi ancora bloccati”
Attualità
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“Dunque, dove eravamo rimasti?: la domanda resta, le risposte ancora no!

La storica frase di Enzo Tortora descrive perfettamente la condizione dei lavoratori idraulico-forestali.

Luigi Pagano, segretario generale, e Alfonso Iannace, coordinatore territoriale della FAI-CISL Irpinia Sannio, intervengono ancora con fermezza su una situazione che continua a non trovare soluzione.

Eravamo rimasti a una Pasqua amara, ormai trascorsa e già dimenticata, con centinaia di lavoratori senza stipendio. Oggi, purtroppo, dobbiamo constatare che la situazione non è cambiata: i ritardi nei pagamenti persistono e le risposte tardano ad arrivare.

Da tempo denunciamo questa criticità, portandola all’attenzione delle istituzioni competenti. Nonostante l’approvazione del bilancio regionale, che sta seguendo il suo iter tecnico-burocratico, si prospettano ancora tempi lunghi per l’accredito delle risorse agli Enti Delegati, ormai al limite delle anticipazioni sostenute.

Si prevede l’erogazione di una prima quota pari al 20% delle risorse 2025 tra fine aprile e inizio maggio, mentre il saldo sarà subordinato a ulteriori verifiche e adempimenti legati ai fondi FESR.

Una situazione che rischia di riproporre il solito schema: ritardi, blocchi e rimpalli di responsabilità tra Regione ed Enti. Un copione già visto, che non possiamo più accettare.

La domanda è semplice: perché non anticipare le verifiche e accelerare le procedure proprio in questa fase di stallo? Perché non mettere subito gli Enti nelle condizioni di operare senza ulteriori ritardi? Verificare tempestivamente chi è in regola e chi no, e definire per tempo tutti gli atti necessari, avrebbe consentito di accelerare i pagamenti ed evitare, ancora una volta, il rischio di blocchi e rimpalli di responsabilità tra Regione ed Enti Delegati.

Non possiamo permetterci che, dopo una prima erogazione, si fermi nuovamente tutto, riproponendo il consueto scaricabarile istituzionale. E non possiamo accettare che questo schema si ripeta anche nel 2026.

Occorre cambiare metodo. Servono scelte diverse, più rapide ed efficaci.

Rinnoviamo l’appello a tutti gli attori istituzionali – dalla Regione fino ai territori e alle comunità – affinché si ponga fine a questa situazione ormai atavica.

Non possiamo continuare a intervenire solo dopo frane, alluvioni e smottamenti. Non basta attribuire ogni responsabilità al cambiamento climatico, quando è evidente anche l’incidenza dell’azione dell’uomo e, soprattutto, della mancata prevenzione. Gli eventi drammatici che hanno colpito negli ultimi mesi diverse regioni italiane – dalla Sicilia all’Abruzzo, fino al Molise – dimostrano che non è più possibile rimandare: senza prevenzione il rischio aumenta e i costi diventano insostenibili.

Serve un programma strutturale e di lungo periodo per la messa in sicurezza del territorio. Continuare a intervenire solo nelle emergenze significa spendere di più e peggio. Prevenire significa salvare il territorio, garantire sicurezza alle comunità e, nel tempo, ridurre i costi.

Serve un cambio di passo immediato: programmazione, prevenzione e risorse stabili.

La FAI-CISL Irpinia Sannio ribadisce con forza che la manutenzione e la tutela del territorio non possono attendere i tempi della burocrazia. Servono fondi strutturali, certi e immediatamente disponibili.

I lavoratori forestali, vere “sentinelle del territorio”, meritano rispetto e certezze. Non possono essere lasciati senza stipendio per mesi.

La FAI-CISL Irpinia Sannio continuerà a sostenere con determinazione questa battaglia di civiltà e di dignità del lavoro.”

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