RICEVIAMO E PUBBICHIAMO LA REPLICA DELLA CUB ALL’ANPAS CAMPANIA:
La CUB Sanità replica alla nota dell’Associazione: “Zero risposte su Certificazioni Uniche e Legge 104. E la sicurezza? Turni da 18 ore e riposi violati smentiscono la favola del ‘percorso di dignità’”.
Prendiamo atto della lunga replica di ANPAS Campania, un testo denso di retorica, richiami alla “forza morale” e vittimismo istituzionale, ma clamorosamente vuoto di risposte concrete. Di fronte a denunce precise e documentate, ANPAS ha scelto la via del fumo negli occhi, non smentendo di fatto nessuna delle gravissime violazioni sollevate da questa sigla sindacale.
La logica espressa da ANPAS è aberrante: pretendere l’impunità o la beatificazione pubblica solo perché si garantisce il servizio 118 e si erogano gli stipendi. Pagare i lavoratori – peraltro utilizzando i fondi pubblici che l’ASL versa regolarmente nelle casse dell’associazione – è un obbligo di legge, non un favore concesso ai dipendenti. Seguire il ragionamento di ANPAS significherebbe accettare che, poiché la maggior parte dei diritti contrattuali viene garantita, allora i lavoratori debbano tacere e subire la violazione di tutti gli altri. Il riconoscimento del dovuto non può diventare un’arma per giustificare i soprusi.
L’Associazione si vanta poi di un presunto “percorso di dignità e regole condivise” rispetto alle gestioni precedenti al 2014, definendo “non più tollerabili” i vecchi trattamenti. Peccato che la realtà odierna sia ben diversa dalla favola che raccontano alla stampa.
Proprio in questo fine settimana, un autista soccorritore è stato costretto a un turno notturno 20:00 – 08:00, per poi essere richiamato in servizio alle 14:00 dello stesso giorno: sole 6 ore di riposo effettivo a fronte delle 11 obbligatorie previste dalla legge e dal CCNL, per poi essere sottoposto a un massacrante turno di ben 18 ore consecutive (dalle 14:00 alle 08:00 del mattino successivo). Una condotta sistematica, se si considera che solo due settimane fa lo stesso lavoratore ha dovuto coprire un turno notte-mattina 20:00 – 14:00, per poi rientrare la sera stessa alle 20:00 con sole 6 ore di stacco.
Tutto questo non è solo intollerabile: è pericoloso. Parliamo di personale che guida mezzi di soccorso in emergenza. La stanchezza accumulata per la violazione dei riposi contrattuali mette a rischio la sicurezza dei lavoratori, dei pazienti e dei cittadini. Dov’è la “forza morale” in tutto questo?
La realtà dei fatti, che ANPAS non è riuscita a smentire, resta scritta nei turni e nei terminali fiscali:
La violazione delle norme a tutela dei diversamente abili (Legge 104/92) non è stata contestata. L’azienda applica un arbitrario limite orario di “18 ore massime” sui turni da 12 ore, rigettando i permessi per l’assistenza ai familiari (come per la notte del 13 giugno) in totale disprezzo delle circolari INPS.
Il caos delle Certificazioni Uniche (CU). Solo dopo la diffusione della nostra nota stampa l’azienda si è precipitata a inviare i PDF via mail ai lavoratori. Tuttavia, ad oggi, tali certificazioni continuano a non risultare trasmesse telematicamente nel cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate, bloccando i modelli 730 dei dipendenti.
La CUB Sanità non usa i lavoratori come bandiere, ma ne difende la vita e la dignità. Se ANPAS vuole davvero dimostrare “trasparenza”, revochi immediatamente il diniego sulla 104 per il 13 giugno, completi l’invio delle CU e metta fine a turni illegittimi che minano la sicurezza del 118.
L’ASL e il DEC traggano le dovute, urgenti conseguenze sulla regolarità di questo appalTO”.