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CUB Sanità: “ANPAS non risponde alle criticità del 118”

CUB Sanità: “ANPAS non risponde alle criticità del 118”

8 Giugno 2026 | by Redazione Bn
CUB Sanità: “ANPAS non risponde alle criticità del 118”
Attualità
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RICEVIAMO E PUBBICHIAMO LA REPLICA DELLA CUB ALL’ANPAS CAMPANIA:

​La CUB Sanità replica alla nota dell’Associazione: “Zero risposte su Certificazioni Uniche e Legge 104. E la sicurezza? Turni da 18 ore e riposi violati smentiscono la favola del ‘percorso di dignità’”.
​Prendiamo atto della lunga replica di ANPAS Campania, un testo denso di retorica, richiami alla “forza morale” e vittimismo istituzionale, ma clamorosamente vuoto di risposte concrete. Di fronte a denunce precise e documentate, ANPAS ha scelto la via del fumo negli occhi, non smentendo di fatto nessuna delle gravissime violazioni sollevate da questa sigla sindacale.

​La logica espressa da ANPAS è aberrante: pretendere l’impunità o la beatificazione pubblica solo perché si garantisce il servizio 118 e si erogano gli stipendi. Pagare i lavoratori – peraltro utilizzando i fondi pubblici che l’ASL versa regolarmente nelle casse dell’associazione – è un obbligo di legge, non un favore concesso ai dipendenti. Seguire il ragionamento di ANPAS significherebbe accettare che, poiché la maggior parte dei diritti contrattuali viene garantita, allora i lavoratori debbano tacere e subire la violazione di tutti gli altri. Il riconoscimento del dovuto non può diventare un’arma per giustificare i soprusi.
​L’Associazione si vanta poi di un presunto “percorso di dignità e regole condivise” rispetto alle gestioni precedenti al 2014, definendo “non più tollerabili” i vecchi trattamenti. Peccato che la realtà odierna sia ben diversa dalla favola che raccontano alla stampa.

​Proprio in questo fine settimana, un autista soccorritore è stato costretto a un turno notturno 20:00 – 08:00, per poi essere richiamato in servizio alle 14:00 dello stesso giorno: sole 6 ore di riposo effettivo a fronte delle 11 obbligatorie previste dalla legge e dal CCNL, per poi essere sottoposto a un massacrante turno di ben 18 ore consecutive (dalle 14:00 alle 08:00 del mattino successivo). Una condotta sistematica, se si considera che solo due settimane fa lo stesso lavoratore ha dovuto coprire un turno notte-mattina 20:00 – 14:00, per poi rientrare la sera stessa alle 20:00 con sole 6 ore di stacco.
​Tutto questo non è solo intollerabile: è pericoloso. Parliamo di personale che guida mezzi di soccorso in emergenza. La stanchezza accumulata per la violazione dei riposi contrattuali mette a rischio la sicurezza dei lavoratori, dei pazienti e dei cittadini. Dov’è la “forza morale” in tutto questo?

​La realtà dei fatti, che ANPAS non è riuscita a smentire, resta scritta nei turni e nei terminali fiscali:

​La violazione delle norme a tutela dei diversamente abili (Legge 104/92) non è stata contestata. L’azienda applica un arbitrario limite orario di “18 ore massime” sui turni da 12 ore, rigettando i permessi per l’assistenza ai familiari (come per la notte del 13 giugno) in totale disprezzo delle circolari INPS.
​Il caos delle Certificazioni Uniche (CU). Solo dopo la diffusione della nostra nota stampa l’azienda si è precipitata a inviare i PDF via mail ai lavoratori. Tuttavia, ad oggi, tali certificazioni continuano a non risultare trasmesse telematicamente nel cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate, bloccando i modelli 730 dei dipendenti.

​La CUB Sanità non usa i lavoratori come bandiere, ma ne difende la vita e la dignità. Se ANPAS vuole davvero dimostrare “trasparenza”, revochi immediatamente il diniego sulla 104 per il 13 giugno, completi l’invio delle CU e metta fine a turni illegittimi che minano la sicurezza del 118.

L’ASL e il DEC traggano le dovute, urgenti conseguenze sulla regolarità di questo appalTO”.

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