Acqua pubblica sotto attacco: il 22 luglio presidio a Napoli. Potere al Popolo Benevento in piazza contro Sannio Acque

Potere al Popolo Benevento il 22 luglio sarà con l’USB e i comitati per l’acqua pubblica in presidio alle ore 13.00 davanti al Consiglio Regionale della Campania, Centro Direzionale Isola F13, Napoli.
Sarà una giornata torrida, da piena crisi climatica, crisi che ha trasformato l’acqua nell’Oro Blu del terzo millennio.
. Noi saremo lì, nonostante il caldo, per difendere questo bene comune, essenziale per la vita, dagli attacchi predatori del mercato, attacchi che stanno diventando sempre più aggressivi perché il clima collassa e l’acqua scarseggia! Non è poi così fantasioso pensare che, in un futuro neanche tanto lontano, ci verrà anche sottratta a vantaggio di zone più ricche.
. Saremo lì a ribadire che se c’è la volontà politica l’acqua può rimanere pubblica, dalla grande adduzione ai singoli distretti idrici. L’acqua non è una merce ma un diritto che la politica deve tutelare, senza se e senza ma! È questo che ricorderemo a Fico e alla Giunta Regionale. E gli ricorderemo anche che con il referendum del 2011 oltre 26 milioni di italiani (circa il 95% dei votanti) sancirono la volontà popolare di considerare l’acqua un “bene comune”, privo di scopo di lucro nella sua gestione, e che da tale volontà nacque ABC, l’azienda speciale del servizio idrico napoletano, che oggi si sta tentando di privatizzare. Gli ricorderemo anche che il privato non ha mai tutelato il lavoro né tantomeno la qualità dei servizi.
. Saremo lì a ricordare tutti i gravi problemi che attanagliano il servizio idrico sannita, a chiedere che esso ritorni di nuovo tutto pubblico, libero dalle inefficienze e dalle corruzioni di sindaci e amministratori.
. Saremo lì a sostenere le ragioni della rete “Fermiamo Sannio Acque Srl”, che è riuscita ad ottenere il parere della Corte dei Conti, la quale ha rilevato diverse irregolarità in questo processo di trasformazione dal pubblico al privato.
Attualmente, nella provincia di Benevento il servizio idrico dei 71 comuni è gestito:
– per la città di Benevento e altri 20 comuni dalla GESESA, società mista pubblico/privata, controllata da ACEA, anch’essa società mista pubblico/privata e quotata in borsa, tra i cui azionisti ricordiamo tristemente il gruppo francese Suez e l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone. Negli anni della sua gestione, GESESA è stata oggetto di denunce e inchieste, tra le quali quelle relative alla distribuzione ad interi quartieri del nostro capoluogo di provincia di acqua proveniente da due pozzi inquinati dal tetracloroetilene (i pozzi sono stati oggetto di analisi chimiche mai chiare e divergenti, e al riguardo ricordiamo che il sindaco Mastella polemizzò con ARPAC e ASL perché la GESESA con i propri esami non aveva trovato i picchi di tetracloroetilene) e “Cloralix”, l’inchiesta giudiziaria conclusasi con procedimenti giudiziari, per sversamenti illeciti e mancata depurazione dei reflui
– per altri 31 comuni dall’Alto Calore, società a totale capitale pubblico, dal 1938
– gli altri 19 comuni gestiscono in proprio il servizio.
Qualsiasi amministratore pubblico onesto e di buon senso avrebbe revocato la concessione a GESESA in favore di una gestione pubblica. Invece no, contro ogni logica improntata al bene comune, nel 2022 l’EIC Sannio addirittura premia ACEA, deliberando di voler affidare la gestione del servizio idrico ad una società mista pubblico/privata a prevalente capitale pubblico, La Sannio Acque S.r.l., il cui socio minoritario (45%) è Acea Acqua S.p.A. del gruppo ACEA! Il coordinatore del Distretto sannita dell’EIC, Pompilio Forgione, citando leggi regionali e nazionali, ha imposto ai comuni di aderire alla nuova società, adesione presentata come obbligatoria. Ovviamente senza tener conto dei problemi derivanti dal cambio di gestione, come il calcolo di debiti e crediti con Alto Calore, e penalizzando enormemente i piccoli comuni che gestiscono in proprio.
Fortunatamente per i difensori dell’acqua pubblica, l’arroganza dei componenti dell’EIC Sannio li ha portati a fare errori gravissimi che permettono di contrastare la costituzione della società.
Come sempre, i nostri amministratori ribadiscono la necessità di ricorrere al privato, che reputano più efficiente e capace della società pubblica Alto Calore, dimenticando di dire che i veri responsabili di inefficienza e corruzione sono i sindaci e gli amministratori dei comuni soci, responsabili del funzionamento di Alto Calore. E continuano a tessere le lodi di GESESA, il cui socio di maggioranza è ACEA, unica (!) a presentarsi alla gara indetta dalla Regione Campania per scegliere il socio privato. I nostri amministratori hanno ovviamente già dimenticato i diversi problemi avuti dai comuni serviti da GESESA.
Per contrastare la privatizzazione della gestione dell’acqua voluta dall’EIC Sannio, è nata la Rete “Fermiamo Sannio Acque SRL”. La Rete ha tenuto tantissimi incontri nei comuni, nei quali sono state riportate tutte le ragioni fin qui addotte per invitarli a non aderire a Sannio Acque e, per i comuni che avevano già aderito, ha ottenuto il parere della Corte dei Conti che ha rilevato diverse irregolarità, come la mancanza di una valutazione dei costi e la mancata informazione dei cittadini. Nonostante questo, l’Ente Idrico Campano e l’EIC Sannio continuano a premere per l’adesione a Sannio Acque, che dichiarano sia una società mista con prevalenza del pubblico. Anche se il pubblico detiene il 55%, in realtà lo statuto previsto dà tutto il potere ai privati. Pochi giorni fa Mastella ha dichiarato la volontà del Comune di Benevento di aderire e invita tutti gli altri comuni sanniti a farlo.
Sannio Acque è la prova di come i nostri amministratori continuano ad ignorare la necessità di una gestione pubblica che tuteli la protezione del bene comune acqua e impedisca di fare profitti su questo bene essenziale per la vita, come sancito dal referendum del 2011, ignorato da politici che rispondono alle richieste delle lobby economiche e finanziarie più che tutelare i diritti dei cittadini. Solo una azienda speciale come ABC Napoli può garantire la gestione efficiente e partecipata dell’acqua e impedire di usarla come merce su cui fare profitti.
Perciò il 22 luglio chiediamo:
– che siano bloccati tutti i tentativi di privatizzare l’acqua, dalla grande adduzione alla gestione del servizio idrico nelle varie province
– che il modello di ABC, esempio virtuoso di azienda speciale, sia esteso a tutto il territorio regionale
– la realizzazione di spazi di dialogo e confronto tra comitati per l’acqua, amministrazioni locali e lavoratrici e lavoratori del settore, secondo il modello dello statuto di ABC.
Il 22 luglio partecipa insieme a noi al presidio per difendere l’acqua pubblica e il nostro futuro! La battaglia per l’acqua pubblica è anche la battaglia per la democrazia, per una società più giusta e per la necessità di una politica al servizio dei cittadini e non degli interessi di pochi.



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