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Politica

Giuditta (NdC): “Il Campo largo cambi rotta, alla ripresa serve un tavolo politico”

Il coordinatore regionale di Noi di Centro chiama in causa il Pd: «Basta atteggiamenti egemoni. Senza il Centro non si vince»

Un cambio di passo nella costruzione del Campo largo in Campania, partendo da un maggiore coinvolgimento delle diverse forze della coalizione e dalla convocazione, alla ripresa dell’attività politica, di un tavolo regionale. A chiederlo è Pasquale Giuditta, coordinatore regionale di Noi di Centro, intervenuto nel corso di un incontro tenuto a Summonte con la partecipazione delle segreterie provinciali della coalizione che ha sostenuto la vittoria del presidente Fico alle Regionali.

«È necessario un profondo rinnovamento nel modo di agire se il Campo largo vuole essere la forza di governo capace di costruire programmi e dare un futuro ai nostri territori. Mi rivolgo soprattutto al Pd: basta con l’atteggiamento egemone e con l’utilizzo di qualche partito più per convenienza che per strategia politica», afferma Giuditta.

Per il coordinatore regionale di NdC, il modello da seguire è quello costruito in Regione dal presidente Roberto Fico e a Napoli dal sindaco Gaetano Manfredi.

«Vogliamo creare a livello regionale quello che Fico in Regione e Manfredi a Napoli hanno saputo realizzare: un modello che non sia una mera alleanza elettorale, ma una coalizione costruita intorno a proposte e progetti concreti per i cittadini».

Secondo Giuditta, il Campo largo deve fondarsi su «una politica inclusiva che rispetti e valorizzi le sensibilità che lo compongono». Il coordinatore di Noi di Centro richiama quindi quanto accaduto nei territori di Salerno, Avellino e Benevento, sostenendo che proprio a livello locale siano emerse le maggiori difficoltà nella costruzione della coalizione.

«Quanto accade a Salerno, Avellino e Benevento dimostra che la coalizione non è decollata soprattutto perché si è mortificato il Centro, l’area che NdC rappresenta e alla quale si avvicinano sempre più amministratori e tante persone che si riconoscono nella politica di apertura e nella visione strategica di una casa dei moderati».

Giuditta richiama anche le recenti vicende politiche nelle province di Benevento e Avellino, criticando la gestione dei rapporti interni alla coalizione da parte del Partito Democratico.

«Alle Provinciali di Benevento lo stato maggiore del Pd ha votato il candidato della destra; alle Provinciali di Avellino le divisioni del Pd sono state devastanti; al Comune di Avellino abbiamo ricevuto un trattamento post-voto assai discutibile. Il Pd non riesce a tenere il timone dell’unità della coalizione, cosa che spesso riesce meglio ai 5 Stelle. Non va bene».

Lo sguardo è rivolto anche alle scadenze elettorali del 2027, considerate decisive.

«Alle Politiche, che si decideranno per pochi voti, serve la massima unità, che però va declinata senza eccezioni anche sui territori. Non accettiamo odi ad personam e veti e ricordiamo che siamo il primo partito delle aree interne, Benevento e Avellino: in Campania, e di conseguenza in Italia, senza di noi non si vince».

Da qui la richiesta conclusiva di Noi di Centro: «Se non vogliamo essere soccombenti ai prossimi importanti appuntamenti elettorali, è necessario che soprattutto il Pd capisca che il Centro è fondamentale. Alla ripresa chiediamo la convocazione di un tavolo politico regionale per sciogliere definitivamente i nodi politici e costruire il Campo largo nei territori campani».

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