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Aggressioni nelle strutture sanitarie della Campania, Uil Fp Napoli e Campania: “Basta con la violenza, serve piano regionale straordinario per la sicurezza”

“Le aggressioni subite da un dirigente medico e da un’infermiera a Benevento e di un’infermiera al Pronto Soccorso a Giugliano ci costringono a tornare sul tema della sicurezza degli operatori sanitari. Episodi di violenza nei Pronto Soccorso e in generale nelle strutture sanitarie della Campania non possono più essere considerati episodi isolati, ma casi – purtroppo frequenti – di un fenomeno ormai diffuso. Di questo bisogna tener conto non solo per indagarne le cause, ma anche e soprattutto per individuare misure concrete a tutela di medici, infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici e personale amministrativo”. Lo ha affermato il segretario generale UIL FP Napoli e Campania, Vincenzo Torino, il quale ha sottolineato: “Tutti coloro che lavorano a contatto con l’utenza sono quotidianamente esposti al rischio di subire ingiurie, minacce e violenze. I dati, purtroppo lo confermano: lo scorso anno in Campania si verificati 319 casi, 261 dei quali in strutture pubbliche e 58 in quelle private”.

Alla luce di ciò, e poiché altre realtà geografiche non sono immuni dal problema, la UIL FP Napoli e Campania lancia un nuovo e forte appello alle istituzioni nazionali e regionali: occorrono misure specifiche, anche di tipo normativo, per salvaguardare il personale che opera nei presidi sanitari.

“Non possiamo continuare ad assistere inermi al ripetersi degli episodi di violenza a danno dei lavoratori che entrano in ospedale o nei distretti sanitari per svolgere la propria attività – ha affermato Torino – I Pronto Soccorso rappresentano spesso il punto di massima pressione sul sistema sanitario, dove si concentrano sovraffollamento, tempi di attesa ritenuti lunghi da chi reclama le cure e carenze di personale che costringono a lavorare in condizioni tutt’altro che ottimali. Nulla di tutto questo può giustificare la violenza, ma la sola condanna non basta. C’è bisogno di sistemi che possano tutelare davvero gli operatori, ma serve anche una cornice normativa che è un adeguato investimento che consenta ai vertici delle aziende sanitarie di adottare tali sistemi”. Inoltre ha precisato: “Non si tratta di “militarizzare” le strutture sanitarie. Certo, c’è bisogno di un presidio delle forze dell’ordine attivo h24, ma prima ancora c’è bisogno di più personale, di una migliore organizzazione dei Pronto Soccorso, di percorsi dedicati, di sistemi di sicurezza e di videosorveglianza. Infine, occorre una formazione specifica per il personale che opera nelle strutture maggiormente esposte ai rischi affinché possano riconoscere e “gestire” adeguatamente le situazioni potenzialmente pericolose e conoscano le procedure di segnalazione degli eventi criminosi”.

La UIL FP Napoli e Campania ritiene necessario un piano regionale straordinario per la sicurezza nei Pronto Soccorso, che coinvolga tutte le Aziende sanitarie e ospedaliere della Campania e che preveda standard minimi e omogenei di sicurezza, personale adeguato e un monitoraggio costante degli episodi di violenza.

“Non possiamo chiedere agli operatori sanitari di essere eroi – ha concluso Torino – Chi cura deve essere messo nelle condizioni di lavorare in sicurezza. Difendere gli operatori significa difendere il Servizio Sanitario Pubblico e, allo stesso tempo, garantire ai cittadini un’assistenza migliore e più sicura».

«Nella nostra Azienda siamo arrivati a 12 aggressioni soltanto dall’inizio del 2026. Dodici episodi in pochi mesi rappresentano un dato che non può essere archiviato come una semplice sommatoria di eventi, ma deve essere letto per quello che è: un’emergenza sulla sicurezza dei lavoratori Servono risposte concrete e immediate – ha rimarcato Salvatore Scialò, segretario aziendale UIL FP ASL Napoli 2 Nord – Non possiamo limitarci alla solidarietà dopo ogni aggressione. Chiediamo alla Direzione aziendale e alle istituzioni competenti di rafforzare concretamente le misure di prevenzione e sicurezza in tutti i Pronto Soccorso dell’ASL Napoli 2 Nord, garantendo agli operatori la possibilità di lavorare senza paura».

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