Caldo anomalo, una docente lancia la petizione: «In Campania scuole al via il 1° ottobre»
Il caldo anomalo previsto anche per il mese di settembre riaccende il dibattito sulle condizioni degli edifici scolastici e sulla possibilità di posticipare l’inizio delle lezioni in Campania. A lanciare una petizione rivolta alle istituzioni locali e nazionali è la professoressa Maria Cuono, docente di una scuola di Agropoli, che chiede di rinviare il ritorno tra i banchi dal 15 settembre al 1° ottobre.
Alla base della mobilitazione, spiega la docente, ci sarebbe soprattutto la necessità di tutelare la salute di studenti, insegnanti e personale scolastico, chiamati a trascorrere diverse ore all’interno di edifici che, in molti casi, non sarebbero adeguatamente attrezzati per affrontare temperature particolarmente elevate.
La petizione è stata diffusa attraverso la piattaforma Change e pone l’attenzione anche sulla carenza di sistemi di climatizzazione nelle scuole campane.
«È inammissibile che l’anno scolastico riprenda il 15 settembre, quando le temperature sono ancora talmente elevate e il clima umido crea condizioni insopportabili per chi deve insegnare e per gli studenti che devono imparare», scrive Cuono nella petizione.
La docente racconta anche la propria esperienza durante i mesi estivi, sottolineando le difficoltà legate al caldo e all’umidità e le ripercussioni sul riposo e sulle condizioni fisiche. Una situazione che, secondo Cuono, non dovrebbe essere considerata soltanto personale, ma come una questione più ampia di salute pubblica.
Al centro della proposta c’è anche il tema delle strutture scolastiche. «Dove sono i climatizzatori nelle nostre scuole?», si chiede la docente, evidenziando come l’assenza di sistemi adeguati possa rendere le aule poco confortevoli e difficili da vivere durante le giornate più calde.
La richiesta è quindi duplice: da una parte posticipare l’apertura dell’anno scolastico al 1° ottobre, dall’altra avviare un piano per l’installazione di sistemi di climatizzazione negli edifici scolastici, considerati dalla promotrice un investimento necessario per garantire condizioni adeguate di studio e lavoro.
Certo, la chiuderei con un finale più incisivo e giornalistico:
La petizione rappresenta, dunque, un appello alle istituzioni affinché il tema del caldo nelle scuole venga affrontato non soltanto nell’immediato, ma anche attraverso interventi strutturali. Per la professoressa Cuono, l’obiettivo è aprire una riflessione sulle condizioni in cui migliaia di studenti e lavoratori della scuola sono chiamati a trascorrere le proprie giornate, soprattutto in presenza di temperature sempre più elevate.
Ora l’attenzione è rivolta alle istituzioni regionali e nazionali, chiamate a valutare la proposta e, più in generale, a individuare soluzioni in grado di garantire ambienti scolastici sicuri, salubri e adeguati anche di fronte alle nuove emergenze climatiche.
Di seguito la petizione:
https://www.change.org/p/posticipare-l-apertura-delle-scuole-a-causa-del-gran-caldo?recruited_by_id=0f912b80-a543-11f1-8484-6df406da0308&utm_source=share_petition&utm_campaign=psf_promote_or_share&utm_term=psf_combo_share_initial&utm_medium=whatsapp&share_id=LxGT82Myj2



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