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Incendi, miasmi, fiumi inquinati: il Sannio sotto attacco

Un rogo che non si spegne e che allarma molto, anzi moltissimo. Airola rivive i momenti terribili delle fiamme che divorarono il capannone della Sapa il 13 ottobre del 2021 formando una colonna densa e alta di fumo nero, visibile fino a Napoli e Caserta. Oggi la comunità airolana è ancora una volta alle prese con un incendio, quello dell’Ecosystem, su cui si dovrà fare luce in tempi brevissimi non essendo esclusa nessuna matrice, che sia l’accadimento accidentale o che invece abbia origine dolosa. Bando alle balle dell’autocombustione restano in piedi le due ipotesi; l’errore umano oppure il dolo.

E nell’attesa che Arpac faccia tutti i rilievi del caso, che accerti quali sostanze siano presenti nell’aria e si siano depositate sulle colture, in Valle Caudina sembrano essersi abituati ad episodi del genere. A Forchia, per ben due volte, nel 2025 e nel 2026 si è dovuto registrare un rogo in uno stabilimento per il trattamento dei rifiuti nell’area Pip. Oggi è di nuovo Airola al centro dell’attenzione ma qui le proporzioni sono di molto superiori. Tre giorni di fuoco indomabile tanto che da stamattina è in azione un un Canadair da Pontecagnano che dovrà intervenire nel settore retrostante lo stabilimento ancora ineressato da ecoballe che bruciano.

E andando ancora più indietro nel tempo non si può dimenticare l’incendio del cdr di Casalduni, certamente doloso, di cui ancora non si conoscono i nomi dei responsabili a otto anni esatti di distanza da quei fatti, era il 18 agosto 2018. Una situazione che ripropone il tema dei controlli che mancano, delle misure di prevenzione che mancano, degli interventi a priori che mancano.

Per non parlare dei liquami e delle nequizie della New Vision in quel di Sassinoro, una vera e propria aggressione all’ecosistema di una delle zone più incontaminate, almeno un tempo, dell’Alto Tammaro. E venendo ai giorni nostri il fiume Calore invaso da schiume puzzolenti, l’impianto a biometano di Contrada San Domenico che oltre ai miasmi sarebbe responsabile anche dell’intasamento del depuratore Multiservice a Ponte Valentino. Qui c’è un’ indagine in atto dalla quale si attende l’accertamento celere delle responsabilità, a più livelli.

E allora, quis custodet custodes, chi è che dovrebbe monitorare e invece appare carente? Cosa non funziona nella catena di distribuzione delle competenze? Chi rilascia il benestare per questo tipo di attività e si premura di vigilare sul rispetto dei crismi? Tutte domande cui si deve dare una risposta, precisa e pure veloce.

Intanto il Sannio e il suo capoluogo vivono una delle estati più ammorbanti che si ricordi. L’odore acre della plastica, altamente nocivo, sostituisce i fetori di fine luglio non dando tregua alcuna alla gente che passa da un olezzo all’altro senza quasi soluzione di continuità. Ad Airola la comunità si organizza. Venerdi è previsto un sit in di protesta in Piazza Lombardi alle 19 dal titolo “Basta Inquinamento” aperto a tutti cittadini, associazioni e rappresentanti delle istituzioni.

 

 

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