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Cronaca

Cani e gatti nei rifiuti: madre e figlio denunciati

Gravi condizioni igienico-sanitarie e animali detenuti senza un’adeguata disponibilità d’acqua. Uno dei cani era legato alla catena nonostante le elevate temperature. Madre e figlio deferiti all’Autorità Giudiziaria.

Un intervento della Polizia Municipale di Benevento ha portato alla denuncia di madre e figlio, entrambi residenti in città, a seguito di un controllo sulle condizioni di detenzione di diversi animali d’affezione.

Durante il sopralluogo, gli agenti si sono trovati davanti a una situazione particolarmente critica. Cani e gatti erano detenuti in condizioni igienico-sanitarie estremamente precarie e senza un’adeguata disponibilità d’acqua, circostanza resa ancora più preoccupante dalle elevate temperature del periodo.

Particolarmente grave la situazione riscontrata per uno dei cani, trovato legato a una catena, con conseguente forte limitazione della possibilità di movimento e di sottrarsi autonomamente alle condizioni ambientali sfavorevoli. Un aspetto su cui gli operatori hanno svolto specifici accertamenti anche alla luce della normativa vigente, che vieta la detenzione degli animali d’affezione alla catena, fatte salve le limitate eccezioni previste dalla legge.

Sulla base degli elementi raccolti, madre e figlio sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per le ipotesi di reato previste dagli artt. 544-ter e 727, comma 2, del Codice penale, che riguardano rispettivamente il maltrattamento di animali e la loro detenzione in condizioni incompatibili con la loro natura e tali da provocare gravi sofferenze.

L’attività della Polizia Municipale conferma l’attenzione del Comando non soltanto sul fronte della sicurezza urbana e stradale, ma anche nella tutela degli animali e nel contrasto alle situazioni di incuria e maltrattamento.

Si ricorda a tutti che gli animali non possono essere lasciati senza acqua ed in condizioni igieniche incompatibili con il loro benessere, in particolare nei periodi caratterizzati da temperature elevate, ogni proprietario ha il dovere di adottare tutte le precauzioni necessarie a tutelarne salute e benessere.

Si precisa che, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di innocenza, le persone sottoposte a indagini devono essere considerati non colpevoli, sino all’eventuale accertamento definitivo della responsabilità penale con sentenza irrevocabile di condanna.

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