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Rogo di Airola, Teresa Meccariello deposita una petizione in Parlamento: «Il caso diventi nazionale»

L’avvocata Teresa Meccariello ha depositato in Parlamento una petizione per chiedere l’apertura di un’inchiesta parlamentare sul rogo di Airola dello scorso 31 agosto e il riconoscimento della Valle Caudina come “area/sito ad alto rischio di crisi ambientale”, con l’obiettivo di sollecitare piani straordinari a tutela della salute e della filiera agroalimentare.

«In data odierna ho provveduto a depositare in Parlamento una petizione per sollecitare l’apertura di una inchiesta parlamentare sul caso Airola e per il riconoscimento della Valle Caudina come sito “Area/Sito ad alto rischio di crisi ambientale”, al fine di sollecitare piani straordinari di sostegno sia a tutela della salute che della filiera agroalimentare», dichiara Meccariello.

«Da cittadina ho fatto il mio dovere. Ora mi aspetto che la politica e chi siede nelle istituzioni in rappresentanza di questo territorio faccia lo stesso. Non bastano i soliti proclami perché di quelli ne abbiamo avuti fin troppi. Il rischio è che tra qualche giorno su questa nube tossica cali il silenzio».

La petizione è stata indirizzata alle Presidenze di Camera e Senato, alla Commissione Ecomafie e alla Regione Campania. Per Meccariello, dopo quanto accaduto, «sul rogo di Airola dello scorso 31 agosto non bastano le sole ordinanze sindacali».

«Questa è la seconda volta dopo il 2021, non possiamo aspettare la terza. La faccenda non riguarda più solo e soltanto Airola o la Valle Caudina: il caso Airola è e deve essere un caso nazionale perché è il fallimento di una regione e di un modello».

Meccariello richiama quindi altre emergenze ambientali, dalla Terra dei Fuochi al rogo dell’impianto Stir del 2019, sottolineando la necessità di interventi strutturali.

«Non abbiamo mai chiesto la luna, ma cose semplici che in un Paese civile si chiamano servizi pubblici essenziali, come la rete ferroviaria, una viabilità adeguata, la tutela del territorio e i Lep, livelli essenziali delle prestazioni», conclude.

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