Avellino 21°C Poco nuvoloso 25° / 15°
Benevento 23°C Poco nuvoloso 26° / 15°
Caserta 26°C Poco nuvoloso 28° / 19°
Napoli 25°C Poco nuvoloso 28° / 20°
Salerno 25°C Soleggiato 28° / 20°
Home > Senza categoria > Aree interne, caro Energia e Imprese: Cefalo chiede al Governo risultati concreti
Senza categoria

Aree interne, caro Energia e Imprese: Cefalo chiede al Governo risultati concreti

Dopo aver richiamato nelle scorse settimane l’attenzione sul progressivo spopolamento e sulla desertificazione economica delle aree interne e, successivamente, sull’impatto del caro carburanti attraverso l’intervento del Segretario Generale, dott. Carlos A. Sorrentino, Confederazione Imprese Italia torna sul tema con il Presidente Biagio Cefalo, ponendo una questione centrale: quanto stanno incidendo realmente le politiche messe in campo sulla vita quotidiana delle famiglie e sulla capacità delle imprese di produrre, investire e restare competitive?

«Non possiamo fermarci all’elenco dei provvedimenti approvati o delle risorse stanziate – afferma Cefalo –. Il parametro con cui dobbiamo giudicare una politica economica deve essere anche la sua capacità di produrre effetti concreti nell’economia reale. È lì, nei bilanci familiari, nelle botteghe, nelle aziende agricole, nei trasporti e nelle piccole e medie imprese, che bisogna verificare i risultati».

Gli ultimi dati ISTAT disponibili indicano che ad agosto 2026 l’inflazione è salita al 3,3% su base annua, rispetto al 2,9% di luglio. La dinamica è stata sostenuta soprattutto dall’energia: i prezzi degli energetici nel complesso sono passati da una crescita dell’11,6% a una del 17,1%. L’inflazione media acquisita per il 2026 è arrivata al 2,9%.

Il quadro non può essere ignorato perché l’aumento dell’energia non rimane confinato alla bolletta: può trasferirsi sui costi di produzione, sulla logistica, sui trasporti e, progressivamente, sui prezzi finali.

Anche la Banca d’Italia ha segnalato un rallentamento dei consumi delle famiglie e una crescita economica ancora moderata, stimando per il 2026 un incremento del PIL nell’ordine dello 0,5%, potenzialmente dello 0,6% considerando il migliore andamento del primo trimestre.Particolarmente significativa è la situazione dei carburanti.

Secondo i dati ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati al 17 settembre 2026, sulla rete stradale nazionale il prezzo medio self-service è pari a 2,143 euro al litro per la benzina e 2,266 euro per il gasolio. Sulla rete autostradale si sale rispettivamente a 2,236 e 2,346 euro.

Numeri che assumono un peso ancora maggiore nei territori interni.

«In una grande città – sottolinea Cefalo – esistono più alternative di mobilità. In molti piccoli comuni dell’Appennino, del Mezzogiorno e delle aree interne l’automobile e il trasporto su gomma rappresentano invece una necessità. Il costo del carburante diventa quindi un costo territoriale aggiuntivo che grava sulle famiglie e sulle imprese».Per un artigiano che deve raggiungere i clienti, per un commerciante che deve approvvigionarsi, per un’impresa agricola, per un agente di commercio o per una piccola azienda che movimenta merci, il prezzo alla pompa incide direttamente sulla struttura dei costi.

Confederazione Imprese Italia riconosce che il Governo ha adottato diversi strumenti.

Sul fronte delle aree interne è operativa la Strategia Nazionale per le Aree Interne 2021-2027, accompagnata da una Cabina di regia istituita presso la Presidenza del Consiglio. L’attuale programmazione interessa complessivamente 124 aree di progetto, 1.904 Comuni e circa 4,57 milioni di abitanti.

Sono inoltre presenti misure di sostegno agli investimenti e interventi rivolti alle imprese.

Ma proprio l’esistenza di questi strumenti rende necessario compiere un passaggio ulteriore: misurarne l’impatto effettivo.

Un elemento significativo emerge dall’analisi dell’Ufficio parlamentare di bilancio sulla manovra 2026. Secondo l’UPB, le famiglie beneficiano complessivamente di circa 7 miliardi di euro netti nel 2026. Per imprese e lavoratori autonomi, invece, l’insieme degli interventi determina un impatto restrittivo sui conti pubblici pari a circa 1,3 miliardi nel 2026, destinato, secondo la stessa analisi, ad aumentare negli anni successivi.

Sono dati che impongono una riflessione e che impediscono letture semplicistiche.

Non si tratta di affermare che nulla sia stato fatto. Si tratta di domandarsi se quanto fatto sia sufficiente e adeguatamente strutturale rispetto alla dimensione delle difficoltà che famiglie e imprese stanno affrontando.

Lo stesso Ufficio parlamentare di bilancio evidenzia nella manovra la presenza di numerosi interventi di natura temporanea: gli oneri relativi a queste misure ammontano a 7,6 miliardi nel 2026, per poi scendere negli anni successivi.

Per Confederazione Imprese Italia è proprio questo uno dei nodi da affrontare.

«Un’impresa – prosegue Cefalo – non programma un investimento sulla base di una misura che potrebbe esserci oggi e non esserci domani. Ha bisogno di stabilità normativa, fiscale ed energetica. Allo stesso modo una famiglia deve poter programmare le proprie spese senza vivere nell’incertezza determinata dall’andamento delle bollette e del pieno dell’automobile».

Particolarmente delicata è la situazione delle famiglie economicamente più fragili. L’UPB ha rilevato come uno shock inflazionistico concentrato su energia e alimentari produca proporzionalmente una pressione maggiore proprio sui nuclei con minore capacità di spesa.

È qui che Confederazione Imprese Italia individua il collegamento con il tema sollevato nelle settimane precedenti.

Non possiamo discutere di spopolamento delle aree interne senza parlare contemporaneamente di costo della mobilità, accessibilità ai servizi, energia, fiscalità, credito e condizioni per fare impresa.

Quando mantenere aperta un’attività in un piccolo comune diventa progressivamente più costoso e contemporaneamente diminuiscono popolazione e servizi, si crea un circolo vizioso: meno residenti significano meno consumatori; meno consumatori rendono più difficile la sopravvivenza delle attività; meno imprese significano meno lavoro e meno servizi; e la riduzione delle opportunità alimenta ulteriormente lo spopolamento.

Per interrompere questo processo, secondo Confederazione Imprese Italia, occorre passare da una logica prevalentemente emergenziale a una strategia economica di medio-lungo periodo.

Servono politiche capaci di ridurre strutturalmente i costi che penalizzano chi produce nei territori periferici, facilitare l’accesso al credito delle micro e piccole imprese, incentivare nuovi investimenti, sostenere il commercio di prossimità, migliorare collegamenti e servizi e introdurre strumenti che tengano conto degli svantaggi oggettivi derivanti dalla localizzazione nelle aree interne.

«Confederazione Imprese Italia – conclude il Presidente Biagio Cefalo – vuole mantenere un confronto istituzionale con il Governo, ma proprio per questo ritiene necessario parlare con chiarezza. Gli interventi devono essere giudicati dai risultati che producono. Se energia e mobilità continuano a rappresentare costi così rilevanti, se la crescita rimane contenuta e se nei piccoli centri continua a essere difficile mantenere un’attività economica, dobbiamo domandarci se gli strumenti attuali siano sufficienti».

E da qui Cefalo rivolge direttamente al Governo una domanda:

«Famiglie e imprese possono aspettarsi interventi capaci di incidere strutturalmente sui costi energetici e della mobilità? E soprattutto: torneremo a vedere benzina e gasolio stabilmente sotto 1,70 euro al litro?»

Una domanda semplice, dietro la quale si nasconde una questione molto più grande.

Perché nelle aree interne il carburante non rappresenta soltanto il costo di un pieno: significa raggiungere il posto di lavoro, accompagnare i figli a scuola, raggiungere un ospedale, consegnare una merce, incontrare un cliente o mantenere aperta un’impresa.

Ed è anche dalla risposta a questi problemi concreti che si misura la capacità delle politiche pubbliche di contrastare davvero la desertificazione economica e lo spopolamento dei territori.

 

 

Articoli simili

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Consulsat sicurezza e ADSL Consulsat sicurezza e ADSL
ADSL 100 Mbit