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Il crepuscolo del mastellismo

Il cerchio si stringe attorno all’Amministrazione Mastella. Chi considerava ormai diluita l’inchiesta, come s’era portati a pensare fino a qualche mese fa, oggi riscuote “dattero per fico”. Le rivelazioni di Gennaro Santamaria, nelle quasi 25 ore di interrogatorio, hanno fatto si che l’inchiesta non solo non si fermasse ma che assestasse colpi durissimi al sistema di potere che regna a Benevento da un decennio a questa parte prendendo in esame gli ultimi 5 anni e che promette di portare in emersione ancora di più elementi in termini di malaffare e di corruzione a più livelli.

Oggi per la prima volta la scure di via De Caro s’è avvicinata a Renato Parente, il “Rasputin” del mastellismo, la sua vera materia grigia, coi Carabinieri a Palazzo Mosti nei suoi uffici al primo piano. Parente non è un personaggio qualunque, è l’anima stessa del mastellismo, del suo coinvolgimento ci sarà assai poco da restare “stupiti”. Il Presidente del Consiglio comunale risulta indagato per la faccenda Esculapio, la cooperativa che nel dicembre del 2019 prendeva il posto a via Firenze de “E’ più bello insieme” e beneficiaria di un finanziamento di 1.150mila euro quale partner del progetto DesTEEnazione gestito dal settore diretto da Santamaria. Secondo la Procura Parente avrebbe incassato una mazzetta da 20mila euro che poi avrebbe diviso con Santamaria.

Appare evidente che l’ingresso di Parente nell’inchiesta apra orizzonti del tutto diversi rispetto ad oggi. E se ci accoppiamo il filone d’inchiesta che riguarda i presunti finanziamenti illeciti a ben due campagne elettorali al movimento del sindaco Noi di Centro, i 50mila euro che la Procura addebbita all’imprenditore fortorino Caretti per finanziare le spese elettorali del partito, la faccenda diventa quasi insormontabile, dovrebbe prevedere la via obbligata delle dimissioni del sindaco e della sua amministrazione. Davanti a questa deriva, tutta da dimostrare ovviamente, ma che presenta connotati di gravità oltre ogni immaginazione, non appare altra strada che quella delle dimissioni. E magari provvedere oggi prima che il diluvio diventi inarrestabile.

 

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