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Cronaca

Inchiesta sulla gestione degli appalti a Benevento: la Procura europea chiede l’incidente probatorio per Gennaro Santamaria

La Procura europea, Ufficio di Napoli, ha chiesto al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Benevento di procedere con un incidente probatorio nell’ambito dell’inchiesta che coinvolge sei persone per una presunta vicenda corruttiva legata all’appalto per la messa in sicurezza permanente dell’ex discarica di Piano Borea.
La richiesta, firmata dalle procuratrici europee delegate Maria Teresa Orlando e Valeria Sico e datata 22 settembre 2026, riguarda in particolare l’esame di Gennaro Santamaria, ritenuto dalla Procura una fonte di prova rilevante anche in relazione alle responsabilità degli altri indagati.
Oltre a Santamaria, nell’atto risultano indagati Maurizio Perlingieri, Romeo Melillo, Vincenzo Rosiello, Antonio Iannella e Carmine Iannella. Le ipotesi di reato contestate, allo stato delle indagini, riguardano la corruzione per l’esercizio della funzione, con l’ipotesi di concorso tra gli indagati.
Al centro dell’inchiesta c’è l’appalto, del valore di circa 3,67 milioni di euro, per la progettazione e l’esecuzione dei lavori di messa in sicurezza permanente dell’ex discarica di Piano Borea, finanziati nell’ambito del POR Campania FESR 2014-2020.
Secondo la ricostruzione contenuta nell’atto della Procura europea, alcuni pubblici ufficiali avrebbero concordato con il progettista e con gli imprenditori aggiudicatari dell’appalto una somma di denaro pari al 7% del valore dell’affidamento, in cambio di presunti “buoni uffici” a favore dell’impresa.
La Procura ipotizza una ripartizione della somma: il 5%, pari a 185.900 euro, sarebbe stato destinato, in parti uguali, a Santamaria e Melillo, mentre il restante 2% sarebbe stato destinato a Perlingieri. Nell’atto viene inoltre indicato un ulteriore importo di 10mila euro che, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stato corrisposto a Santamaria attraverso il progettista.
Sempre secondo la ricostruzione della Procura, parte delle somme sarebbe stata consegnata in contanti. Per una quota attribuita a Santamaria, gli investigatori ipotizzano inoltre che il denaro sia stato sostituito dall’esecuzione di lavori di ristrutturazione presso l’abitazione del dirigente e presso immobili dei suoi figli.
L’accusa sostiene che i presunti accordi avrebbero avuto come contropartita anche una corsia preferenziale per l’impresa in successive procedure negoziate, affidamenti diretti e procedure sotto soglia, oltre a possibili agevolazioni nei pagamenti, nelle liquidazioni e nelle anticipazioni di cassa.
A sostegno delle proprie ipotesi, la Procura richiama gli interrogatori resi da Santamaria tra maggio e luglio 2026, definiti nell’atto come caratterizzati da contenuti sia autoaccusatori sia accusatori nei confronti di altri soggetti. Le dichiarazioni, secondo i magistrati, sarebbero inoltre riscontrate da documentazione acquisita durante le indagini, file rinvenuti su supporti informatici nella disponibilità di Santamaria, chat estratte dal suo telefono e dichiarazioni testimoniali, corredate anche da documentazione fotografica.
È proprio sulle dichiarazioni di Santamaria e sui fatti riferiti durante i numerosi interrogatori che la Procura europea chiede ora l’incidente probatorio, ritenendo la sua deposizione rilevante ai fini del procedimento e delle contestazioni mosse agli altri indagati.
La richiesta dovrà ora essere valutata dal Gip del Tribunale di Benevento.

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