Roghi, Bonavitacola: “agire per evitare l’accumulo di rifiuti. Sviluppo più forte degli incendi”
Il bailamme attorno ai fatti di cronaca giudiziaria beneventani di questi giorni non deve indurre ad abbassare la guardia dinanzi allo scempio ambientale dei roghi di Airola e in misura più contenuta rispetto a quello dell New Vision a Sassinoro. Tra di loro esiste un nesso causale, un connubio perverso che deve indurre a riflettere su quanto labile sia il confine tra malaffare e certa imprenditoria spregiudicata che ha individuato di nuovo nel Sannio, fottendosene delle conseguenze, il terreno fertile per farne la pattumiera della Campania, e non soltanto.
Della loro matrice dolosa non c’è nemmeno l’ombra del dubbio, dei collegamenti criminali, a partire dall’incendio allo stir di Casalduni dove a distanza di 8 anni, non conosciamo i responsabili ne materiali e men che meno i mandanti di quella vicenda. Ma ce li possiamo immaginare.
Tornando ad Airola qui i comitati, la comunità in generale ha reagito allo stato di fatto, non ha assunto un atteggiamento passivo. Le imprese dell’arera Pip contigue allo stabilimento Ecoenergy, per esempio, hanno chiesto per vie legali la rimozione di tutto il materiale, combusto e non, che ancora è stipato all’interno del capannone notificando sabato 26 settembre una formale diffida e messa in mora, chiedendo appunto la smobilitazione immediata dei rifiuti a tutela della salute pubblica e dell’ambiente.
Va da se che in queste condizioni parlare di sviluppo, di ripresa dell’attrattività economica su un territorio anche iundustrializzato come la Valle Caudina appare impresa improba. Lo abbiamo chiesto all’assessore alle Attività Produttive della Regione Bonavitacola secondo il quale si deve lavorare per evitare che le condizioni per cui roghi, di qualsivoglia natura essi siano, possano divampare furibondi. Ma il processo di sviluppo, dice Bonavitacola, non sarà frenat0 da questi episodi. 




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