Calogero Germanà, testimonianza di un uomo delle istituzioni
Chi è Calogero Germanà? A i più disattenti oppure a chi non ha vissuto la stagione stragista di Cosa Nostra negli anni Novanta il nome di questo signore dirà poco. Anche perchè a differenza di altri suoi colleghi uccisi, Cassarà, Giuliano, Lenin Mancuso, tanto per citare i nomi di alcuni valorosi caduti sotto il fuoco di Cosa Nostra, lui, da un attentato a colpi di Ak 47, Kalashnikov tanto, per capirsi, in quel di Mazara del Vallo è invece uscito rocambolecamente e miracolosamente vivo e si sa che, specie nel mestiere di chi scrive, i morti fanno più notizia dei vivi.
Ma Calogero Germanà, catanese 74 anni, poliziotto di ferro, è un testimone del suo tempo, nemico giurato delle cosche corleonesi, partecipe del gran lavoro di Paolo Borsellino e medaglia d’oro al Valor Civile. E di mafia sa molto, anche probabilmente quei limiti inconfessabili che storicamente legano il fenomeno mafioso ad altre e alte dimensioni. A Benevento Germanà è arrivato su invito della Università del Sannio che a Sant’Agostino ha organizzato insieme alla Polizia di Stato un dibattito sullo stato dell’arte della lotta alla mafia di cui, pare, si sia un po persa traccia nell’agenda politica attuale. Insomma, non se ne parla quanto sarebbe invece opportuno. E si sa che le organizzazioni criminali proliferano nei loro momenti di apparente quiescenza.

Si diceva del prezzo altissimo in termini di vite umane pagato dalla Polizia di Stato. Un dazio sottolienato dal Questore di Benevento Leuci che introduce proprio alle celebrazioni di domani a Foglianise in onore di San Michele.




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