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Medicina di precisione, a Benevento la sfida per cure sempre più personalizzate

Ricerca, diagnostica avanzata e personalizzazione delle cure sono stati al centro del convegno “Update in Medicina di Laboratorio – La precisione in medicina”, promosso presso il Centro Congressi “Fra Pietro dè Giovanni” dell’Ospedale Sacro Cuore di Gesù Fatebenefratelli di Benevento.

Una giornata di aggiornamento scientifico che ha richiamato numerosi operatori sanitari e che ha posto l’attenzione sulle trasformazioni della medicina contemporanea, sempre più orientata verso l’integrazione dei dati clinici, genetici e di laboratorio per arrivare a diagnosi più accurate e terapie maggiormente personalizzate.

Responsabile scientifico dell’iniziativa il dott. Giovanni Pigna, medico patologo clinico dell’Ospedale Sacro Cuore di Gesù, che ha costruito il programma intorno al tema della Medicina di Precisione, coinvolgendo professionisti impegnati quotidianamente nella ricerca e nella pratica clinica.

Dopo i saluti del Direttore Sanitario, dott. Maurizio Quici, e del Direttore Amministrativo, dott. Giovanni Carozza, che ha portato anche i saluti del Padre Superiore Fra Michele Montemurri, i lavori sono stati introdotti dal dott. Nicola Rosario Forte.

Particolarmente attesa la presenza del professor Antonio Iavarone, Full Professor dell’Università di Miami e vicedirettore del Sylvester Comprehensive Cancer Center, arrivato a Benevento per una Lectio Magistralis dedicata alle prospettive della Medicina di Precisione in oncologia.

Intervistato dal giornalista Alfredo Salzano, Iavarone ha illustrato i risultati delle più recenti ricerche nel campo dei tumori, soffermandosi sulle possibilità offerte dall’integrazione tra dati clinici e informazioni genetiche per sviluppare strategie terapeutiche sempre più personalizzate.

«Il motivo è l’estrema variabilità delle forme tumorali che vanno studiate prevalentemente secondo il loro dettagliato profilo genetico – ha spiegato Iavarone –. In questo entra la Precision Medicine».

Un approccio particolarmente rilevante anche nello studio dei tumori cerebrali, ambito nel quale la ricerca sta esplorando nuove possibilità terapeutiche attraverso una conoscenza sempre più approfondita delle caratteristiche molecolari della malattia.

La Medicina di Precisione è stata quindi declinata anche in ambito cardiovascolare. Il dott. Giovanni Pigna ha illustrato le più recenti acquisizioni sui marcatori biochimici dell’aterosclerosi, con particolare attenzione alla Lipoproteina(a) e alla sua componente apo(a).

«Da una considerazione prevalentemente concentrata sul colesterolo LDL, come la storia dell’aterosclerosi ci ha insegnato, si è passati alla valutazione della componente apo(a) della particella di Lipoproteina(a)», ha spiegato Pigna, evidenziando il ruolo della componente genetica e l’importanza delle nuove metodiche diagnostiche nella valutazione del rischio cardiovascolare.

Spazio anche al rapporto tra oncologia, emostasi e rischio trombotico con l’intervento del dott. Giuseppe Vercillo, responsabile dell’Ambulatorio di Emostasi e Trombosi presso l’Istituto Nazionale Tumori IFO Regina Elena di Roma, che ha affrontato il tema dell’omocisteina e delle comorbidità vascolari nei pazienti oncologici.

«Soprattutto in questa fascia di rischio lieve è opportuno valutare l’integrazione di vitamine B6, B9, acido folico, dopo averle dosate e contestualmente ad un’attenta valutazione delle abitudini alimentari del paziente», ha sottolineato Vercillo.

A unire i diversi contributi è stato il concetto di integrazione, elemento centrale della Medicina di Precisione. «Lo scopo delle relazioni è quello di offrire uno spaccato sull’integrazione dei dati clinici dei pazienti, quelli genetici e l’impatto ambientale di ritorno sulla genetica stessa, studiati attraverso l’evoluzione costante della genomica», ha spiegato il dott. Pigna.

L’incontro non è stato quindi dedicato a una singola patologia, ma ha proposto una riflessione trasversale sui cambiamenti che stanno interessando la medicina, mettendo in relazione laboratorio, ricerca e assistenza.

«Per me un successo atteso, dato il tema e la faculty», il commento conclusivo del dott. Pigna, che ha ringraziato i partecipanti e i professionisti intervenuti.

Il convegno ha rappresentato un momento di aggiornamento e confronto per gli operatori sanitari, confermando il ruolo sempre più strategico della diagnostica di laboratorio e della ricerca nel percorso verso una medicina capace di adattare diagnosi e trattamenti alle caratteristiche del singolo paziente.

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