Assolto Saverio Sparandeo dall’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso
Si è concluso oggi, dinanzi al Collegio Penale presieduto dalla dottoressa Palmieri, il processo a carico di Saverio Sparandeo, 64 anni, di Benevento, indicato dalla Procura come ritenuto capo dell’omonimo clan.
Sparandeo era stato tratto a giudizio con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di un imprenditore del settore delle costruzioni. Secondo l’impostazione accusatoria, l’imputato avrebbe ricevuto la somma di 60mila euro a titolo di pizzo in relazione a un’opera realizzata dall’imprenditore.
Al termine dell’istruttoria dibattimentale e dopo la discussione della Procura Distrettuale Antimafia di Napoli, che aveva chiesto una condanna a 14 anni di reclusione, il Collegio ha pronunciato la sentenza di assoluzione nei confronti di Sparandeo dall’accusa contestata.
L’imputato era difeso dagli avvocati Antonio Leone e Luca Russo, che nel corso della discussione hanno sostenuto l’estraneità di Sparandeo ai fatti contestati, illustrando le proprie argomentazioni difensive.
Il collegio, al termine della Camera di Consiglio, ha accolto le argomentazioni della difesa e assolto Saverio Sparandeo dall’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso.




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