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Opache, calde e amare acque…antitesi “petrarchiana” per Mastella

Clemente Mastella rassicura: quello del Calore è stato un fatto episodico ce lo dice l’IZSM e l’Asl di Benevento conferma che la moria dei pesci, in larga parte, è stata dovuta alla a cause di natura organica. “I pesci in periodi estremamente caldi e siccitosi, muoiono per carenza di acqua e quindi asfissia da carenza di ossigeno”, dice il Sindaco che poi attacca il Popolo del Ponte e il suo pseudocivismo e pure Perifano. Mastella no omette le responsabilità legate agli sversamenti e ai fetori ma sostiene che quella sia materia per i magistrati.

Una versione che non convince i comitati. Per Angela Tretola presidente di “Benevento Partecipa” nessuno deve mettere la sordina alle proteste e opina una diversa lettura dei dati Arpac e Asl. A Mastella chiede di pubblicare i dati degli autocontrolli sulle acque reflue del depuratore consortile, date, campionamenti, parametri analizzati, risultati. “Rendiamo accessibili ai cittadini le informazioni ambientali, come dovrebbe avvenire ordinariamente”, dice la Trerola.

Capitolo Sannio Acque. E qui per il mastellismo è notte fonda. Come se non bastasse l’inchiesta “per cui tanto reo tempo di volse”, si mette ancora una volta di traverso la Corte dei Conti a fare le pulci, come è ormai prassi. Da Via Acton una nuova e più articolata bocciatira per il duo Fico-Mastella. I giudici Contabili regionali hanno sottolineato, oltre al pregresso, come tre comuni quali Campoli, Solopaca e Campolattaro per un totale di non più dio 6000 abitanti non possono essere sufficienti per la formazione di un organismo che dovrebbe costituire il traino per altri 75 comuni.

Francesco Farese è dell’avviso che il vero obiettivo di Mastella e Forgione è quello di perpeture posizioni di potere ben consapevoli della inevitabile azione di bloccaggio della Corte.  E a rincarare la dose anche il Comitato Sannita Acqua Bene Comune che pone la questione della incompatibilità istituzionale del sindaco di Solopaca Forgione.

“Ne chiediamo l’immediata decadenza o le dimissioni dalla carica di presidente del consiglio di amministrazione della società Sannio Acque S.r.l.”, dice Giannicola Seneca che cita l‘articolo 63, commi 1 e 2, del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, in base al quale “esiste il divieto di ricoprire cariche di amministratore o presidente in società che gestiscono servizi per conto del Comune e che esprimono un conflitto di interessi strutturale con il ruolo di amministratore pubblico.” Acqua Bene Comune fa sapere di avere formalmente segnalato l’illegittimità della nomina al Ministero dell’Interno per il tramite della Prefettura di Benevento.

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