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Ficomirrors: negoziato aperto, Fiom guardinga. Mastella al tavolo delle trattative

Catalani a Benevento per trattare. Stiamo parlando di Ficosa e della versione italiana Ficomirrors che in quel di Morcone ha deciso di delocalizzare in Polonia la produzione degli specchietti del Ducato. Delocalizzare significa spostare la produzione laddove il CLUP costa meno all’azienda e garantisce profitti maggiori. E proprio il profitto come unica ragione d’essere della logica capitalistica prevede il taglio orizzontale di lavoratori anche di elevata specializzazione, come nel caso di Morcone stabilimento da alto fatturato per nulla in criei. Solom business a senso unico e buonanotte al secchio.

Con questa premessa in 211 sonpo destinati alla cassa integrazione quasi a divinis e tutto a partire dal 2029 e cioè a fine commesse Ficomirrors. Due anni per smobilitare, secondo i catalani di Ficosa, che però con Pep Serra, il menager delle finanze del gruppo Pujol, il numero 3 dell’azienda iberica, è venuto a Benevento per incontrare ieri in Prefettura la Fiom e Confindustria e i sindaci del comprensorio. Cosa ne è scaturito? Ne è scaturito un cronoprogramma che dovrebbe portare, e il condizionale è più che mai d’obbligo, alla riconversione industriale dello stabilimento di Morcone.

Dall’automotive all’aerospace, da quel che si evince ma i connotati vanno esaminati passo per passo tanto che ci si reincontrerà il 15 dicembre per capire quali passi in avanti siano stati fatti dall’azienda spagnola in questa direzione. La Fiom è guardinga, gli operai pure ma ora è tempo di tornare in fabbrica dove da stamattina è riprersa la produzione ma coi picchetti sempre pronti a riprendere la lotta. Perchè ci si fida poco, cosa del tutto comprensibile, dopo che in meno di 48 ore era stato dato il benserivito a 211 dipendenti e relative famiglie.

Finalino su Mastella. La sua presenza non era stata annunciata coi sindaci, di sua area politica o affini, e vale a dire Ciarlo, Facchino, Paglia e Apollonio, quelli delle comunità del comprensorio fortorino. La presenza del sindaco di Benevento ha destato sorpresa anche presso la Fiom e pur ritenendo utile la sua opera di mediazione ci si chiede a quale titolo egli fosse seduto al tavolo delle trattative. Da sindaco del Comune più grande? Da leader politico dei primi cittadini presenti? Da eminente protagonista di 50 anni di attività politica ad altissimo livello?

All’uscita dalla Prefettura egli si è rivolto agli operai galvanizzandoli sulle buone prospettive del negoziato, cosa che sarebbe dovuta toccare alla Fiom. Fiom che invece ha mantenuto nei confronti degli astanti una posizione prudente e per nulla incline a soverchi ottimismi. Una parentesi che ha destato più di una perplessità, visti i tempi.

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