Caro gasolio e carovita, il grido di dolore degli agricoltori: presidi nel Sannio
È questo il grido di dolore di un agricoltore sceso in strada oggi per protestare contro il caro carburante e l’aumento dei costi di produzione. Dal Sannio parte la mobilitazione di agricoltori e autotrasportatori, decisi a portare avanti la protesta a oltranza per chiedere risposte concrete a una crisi che mette a rischio la sopravvivenza delle aziende.
A Benevento i presidi interessano punti strategici della viabilità, tra cui Ponte delle Tavole e la Statale 87, mentre la mobilitazione coinvolge anche altri assi stradali del territorio. A Ponte delle Tavole si sono uniti alla protesta anche mezzi agricoli e camion, in segno di solidarietà con le ragioni della manifestazione. Sul posto sono presenti le forze dell’ordine, con la Polizia impegnata a monitorare la situazione e a garantire la sicurezza della circolazione. Per la Mobile di Benevento è presente Flavio Tranquillo.
Al centro della protesta ci sono il prezzo del gasolio, i costi di produzione sempre più elevati, i rincari che pesano sulle famiglie e il divario tra i prezzi riconosciuti ai produttori e quelli pagati dai consumatori.
Agricoltori e autotrasportatori denunciano una situazione diventata insostenibile: lavorare, produrre e trasportare merci costa sempre di più, mentre i margini di guadagno si assottigliano.
La mobilitazione, partita oggi, è annunciata a oltranza e si inserisce in una protesta più ampia che coinvolge diversi territori della Campania. L’obiettivo è richiamare l’attenzione delle istituzioni e ottenere interventi urgenti contro il caro carburante e il carovita. La protesta prosegue nonostante l’incontro di ieri a Napoli con le associazioni di categoria: gli agricoltori scesi in strada nel Sannio non ritengono sufficienti le misure emerse dal confronto. Al centro delle polemiche anche i fondi ottenuti da Coldiretti dalla Regione Campania, un risultato che non ha fermato la mobilitazione di chi chiede risposte più incisive e interventi capaci di affrontare concretamente l’aumento dei costi di produzione.
Dal presidio sannita arriva così un messaggio chiaro: senza misure concrete a sostegno di chi lavora nei campi e su strada, il rischio è quello di compromettere la tenuta di intere attività produttive, con conseguenze anche sul costo finale dei beni per i cittadini.







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