Caro carburante, l’allarme delle imprese funebri: «Rischiamo di non poter garantire i funerali»
Le proteste contro il caro carburanti rischiano di compromettere anche lo svolgimento dei funerali in Campania. A lanciare l’allarme è Giuseppe Carbone, presidente della SIFA (Sviluppo Imprese Funebri Associate), associazione con sede a Montesarchio, in provincia di Benevento, che rappresenta 250 imprenditori del settore, quasi la metà delle imprese funebri operanti nella regione.
La difficoltà di approvvigionamento del carburante potrebbe infatti impedire alle aziende di garantire regolarmente i servizi funebri, con possibili conseguenze anche sul piano igienico-sanitario.
«Di questo passo, a causa delle proteste legate al caro carburante, c’è il serio rischio che nel Sannio e in tutta la Campania sarà un problema anche morire o, meglio, poter svolgere i funerali dei propri cari», dichiara Carbone.
Da qui la richiesta urgente, indirizzata a tutti i prefetti della Campania, a cominciare da quello di Benevento, affinché le imprese funebri vengano inserite tra le categorie prioritarie per il rifornimento di carburante, al pari delle ambulanze e delle Forze dell’ordine.
«Abbiamo chiesto con urgenza a tutti i prefetti della regione di inserire le imprese funebri come categoria di servizi indispensabili, al pari delle ambulanze e delle Forze dell’ordine, nell’elenco delle priorità per poter approvvigionare i nostri automezzi presso distributori di carburante specificamente autorizzati», spiega il presidente della SIFA.
Nella comunicazione inviata alle Prefetture, Carbone sottolinea la particolare natura delle attività svolte dalle imprese funebri, evidenziando la necessità di garantirne la continuità anche durante l’emergenza.
«Ai prefetti chiediamo di voler valutare l’inserimento della categoria rappresentata tra i servizi essenziali. L’attività funebre costituisce infatti un servizio pubblico essenziale e indifferibile per la collettività».
Il mancato accesso ai rifornimenti prioritari, secondo l’associazione, potrebbe determinare il blocco delle attività e provocare gravi criticità igienico-sanitarie sull’intero territorio regionale.
«L’auspicio è che la nostra richiesta venga valutata nel più breve tempo possibile», conclude Carbone.
L’appello della SIFA si aggiunge alle preoccupazioni espresse in questi giorni da numerose categorie produttive e operatori dei servizi, alle prese con le conseguenze delle proteste e delle difficoltà nella distribuzione del carburante.





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