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Pronto Soccorso San Pio, il medico Alessandro Rosa: “Notte di emergenza, il personale sanitario va protetto e non colpevolizzato”

Pronto Soccorso San Pio, il medico Alessandro Rosa: “Notte di emergenza, il personale sanitario va protetto e non colpevolizzato”

Dopo le criticità registrate nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre, il medico interviene in difesa del personale sanitario: «Il problema è il sistema nazionale dell’emergenza-urgenza, che va profondamente rivisto».

BENEVENTO – Dopo le criticità registrate al Pronto Soccorso dell’AORN San Pio nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre, interviene il dottor Alessandro Rosa, medico in servizio presso il presidio ospedaliero beneventano, che proprio durante quella notte era impegnato nel reparto.

Rosa racconta le difficoltà affrontate dal personale sanitario, sottolineando la necessità di intervenire sulle criticità strutturali del sistema dell’emergenza-urgenza e di sostenere chi quotidianamente garantisce l’assistenza ai pazienti.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il suo intervento.

«Desidero intervenire pubblicamente in merito alla situazione del Pronto Soccorso dell’A.O.R.N. “San Pio” di Benevento, e voglio chiarire da subito che lo faccio spogliandomi completamente da qualsiasi ruolo o trascorso politico. Le mie parole sono esclusivamente quelle di un medico che vive la realtà dell’emergenza sul campo.

Durante il turno della notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre, che mi ha visto in servizio presso il Pronto Soccorso del San Pio, ci siamo trovati ad affrontare un carico di lavoro straordinario: incidenti stradali, politraumi complessi e una marea di accessi di vario tipo.

È noto a tutti che la sanità stia attraversando un momento storico caratterizzato da una diffusa carenza di organico. Proprio per questo, da medico e da collega, sento il dovere di intervenire a difesa di chi ogni giorno – e ogni notte – garantisce l’operatività della struttura.

Non è accusando o puntando il dito che si risolvono i problemi. Il punto critico non è certo la presenza o meno delle barelle, bensì l’impianto generale e l’architrave del sistema sanitario e dell’emergenza-urgenza nazionale, che andrebbero profondamente rivisti.

In un momento storico funestato da continue e inaccettabili aggressioni al personale sanitario, chi opera in condizioni estremamente difficili non va colpevolizzato, ma protetto e ringraziato.

Bisognerebbe esprimere concreta vicinanza a chi sceglie di rimanere in prima linea – dove purtroppo la tendenza generale è la fuga – e a chi si trova a gestire vite umane assumendosi responsabilità immense, senza margine di errore e offrendo sempre e comunque alta professionalità e profonda umanità.

Voglio ringraziare di cuore i miei colleghi medici, gli infermieri e gli operatori sociosanitari, i tecnici di radiologia: una squadra fantastica di cui mi onoro di far parte e che non cambierei con nulla al mondo.

Un ringraziamento sincero va anche ai pazienti e ai loro familiari per le attestazioni di stima e i “grazie” che non ci fanno mancare, dando un senso profondo al nostro lavoro.

Infine, intendo esprimere vicinanza al management aziendale rappresentato dalla dottoressa Maria Morgante, che continua a metterci la faccia e a lavorare per sostenere il sistema.

La sanità ha bisogno di coesione, sostegno e rispetto per chi lavora ogni giorno al servizio della comunità».

Dott. Alessandro Rosa
Medico in servizio presso il P.O. San Pio di Benevento

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