Benevento, Civico22 lancia l’appello ai giovani: «È tempo di svecchiare il Consiglio comunale»
Lo spopolamento di Benevento e la necessità di un deciso rinnovamento della classe politica cittadina. Sono questi i temi al centro dell’iniziativa lanciata da Civico22, che chiama direttamente in causa le nuove generazioni e invita i giovani a impegnarsi nella vita amministrativa e politica della città.
A preoccupare il movimento sono soprattutto i dati demografici dell’ultimo decennio, dal 2015 al 2025. Il confronto con altre città del Mezzogiorno evidenzia una situazione particolarmente critica per il capoluogo sannita: Benevento ha perso circa 5.000 residenti, pari all’8% della popolazione. Una contrazione superiore a quella registrata ad Avellino e Potenza (5,5%), Isernia (6,2%) e Campobasso (4,1%). Anche Caserta e Salerno, pur con caratteristiche differenti, risultano interessate dal fenomeno.
Ancora più preoccupante, secondo Civico22, è la perdita di popolazione nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 34 anni: in provincia quasi un giovane su sei ha lasciato il territorio.
Il movimento precisa di non voler attribuire al sindaco Clemente Mastella e alla sua amministrazione la responsabilità di un fenomeno complesso e diffuso, ma contesta l’assenza di politiche adeguate per contrastare la fuga dei residenti e, soprattutto, la mancata capacità di anticipare e affrontare una delle questioni più decisive per il futuro della città.
La riflessione di Civico22 parte anche da un recente contributo del professor Gerardo Canfora, che individua tre verbi attorno ai quali costruire una nuova strategia per Benevento: restare, ritornare, arrivare.
Tre obiettivi che significano creare opportunità per chi vuole costruire il proprio futuro in città, favorire il rientro di quanti sono partiti e rendere Benevento un territorio capace di attrarre nuovi residenti, competenze e investimenti.
Per raggiungere questi traguardi, secondo il movimento, occorre superare le vecchie etichette e gli slogan che negli anni hanno accompagnato le diverse visioni amministrative della città. Non basta immaginare Benevento come città della cultura, dei teatri, dell’industria, della logistica o del terziario avanzato: serve una strategia concreta che sappia recuperare le intuizioni positive del passato e tradurle in politiche efficaci per il presente.
Civico22 indica alcuni ambiti prioritari di intervento: potenziamento degli asili nido, servizi qualificati per gli anziani e cure palliative, tutela dei fiumi, valorizzazione del verde urbano attraverso il modello della città-parco e l’applicazione della regola 3-30-300. Attenzione anche al commercio di prossimità, alla collaborazione con l’Università, alle politiche abitative, al contenimento degli affitti e alla rigenerazione urbana.
Tra le proposte figurano inoltre una collaborazione più incisiva con l’Acer per affrontare le criticità dei quartieri periferici e il rilancio dei concorsi di architettura, sulla scia delle esperienze avviate circa venticinque anni fa, con l’obiettivo di promuovere qualità e nuove idee nella trasformazione urbana.
Lavoro, servizi e qualità della vita vengono indicati come i tre pilastri indispensabili per rendere possibile una nuova prospettiva demografica e sociale.
Ma per Civico22 il cambiamento non può prescindere da una trasformazione della politica cittadina. Il vero passaggio decisivo è il coinvolgimento delle nuove generazioni e il loro ingresso nei luoghi in cui si assumono le decisioni. Da qui il richiamo esplicito allo svecchiamento del Consiglio comunale, attraverso l’apertura a giovani capaci di portare idee, energie e responsabilità.
Proprio con questo obiettivo Civico22 ha organizzato un incontro pubblico per giovedì 5 novembre, alle ore 19.00, presso la propria sede in piazza Mazzini 10, a Benevento.
L’invito è rivolto ai giovani che desiderano mettersi in gioco nella politica e contribuire alla costruzione di un progetto nuovo per la città.
Il messaggio del movimento è chiaro: “Benevento deve tornare a offrire motivi e opportunità per restare, ritornare e arrivare. E per farlo ha bisogno anche di una nuova generazione di protagonisti della vita pubblica.”




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