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Alessandro Bruno a CeA: “Benevento, te la giochi fino alla fine. Vi dico chi mi ha impressionato di questa squadra. Auteri ha cambiato la mia carriera, chissà che in futuro…”

Alessandro Bruno a CeA: “Benevento, te la giochi fino alla fine. Vi dico chi mi ha impressionato di questa squadra. Auteri ha cambiato la mia carriera, chissà che in futuro…”

3 Marzo 2016 | by admin
Alessandro Bruno a CeA: “Benevento, te la giochi fino alla fine. Vi dico chi mi ha impressionato di questa squadra. Auteri ha cambiato la mia carriera, chissà che in futuro…”
Sport
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Nella settimana che porta al match del “Ceravolo” tra Catanzaro e Benevento, abbiamo contattato un doppio ex davvero molto speciale, ovvero Alessandro Bruno. Il centrocampista sannita cresciuto calcisticamente proprio nel vivaio giallorosso e lanciato nel calcio professionistico proprio dalla squadra sannita. Ha indossato la casacca delle Aquile del Sud dal 2008 al 2010 e proprio a Catanzaro ha conosciuto Gaetano Auteri, l’allenatore che ha sancito la svolta della sua carriera. I due hanno condiviso insieme 3 esperienze diverse, oltre Catanzaro quelle di Nocera (dove hanno vinto un campionato di Serie C) e Latina. Vero e proprio pupillo del tecnico di Floridia, cercato in passato, perché no, anche per una quarta esperienza insieme. Ora Alessandro Bruno veste la maglia del Pescara in Serie B, dove il Delfino è terzo in classifica in piena lotta per giocarsi anche la promozione in Serie A. Anche se le strade professionali tra il centrocampista e Benevento si son divise, resta comunque fuori dal campo un tifoso della Strega: “Certo che seguo il Benevento – ci dice subito Bruno – come potrebbe essere altrimenti?”

A Calcio e Altro, l’intervista del centrocampista del Pescara che dice la sul momento della squadra giallorossa:

“In questo periodo ho visto un Benevento che mi è piaciuto da tutti i punti di vista, da quello tecnico-tattico a quello fisico. Raggiungere la vetta in questo periodo vuol dire che si sta lavorando bene dall’inizio e deve continuare a giocare così. Ho visto ottime partite ultimamente, dove la squadra comanda il gioco ed in attacco i vari interpreti hanno raggiunto un ottimo feeling. Ora i giallorossi fanno paura davvero. Mi dispiace per Fabio Mazzeo, ma avanti ci sono diversi interpreti di qualità, poi hanno una difesa imperforabile ed in mezzo al campo stanno bene”.

Chi ti ha maggiormente impressionato dei giallorossi?

“Conoscevo le doti di Mazzeo, è un top-player per la categoria, ma quello che mi ha maggiormente colpito è Ciciretti. Già dalle prime impressioni si vedeva che era un giocatore di qualità, ma quest’anno mi ha sorpreso ed impressionato per la sua crescita”.

Verso la partita col Catanzaro, reduce da una dura batosta a Martina e che in generale non sta attraversando un buon periodo. Secondo te, quali sono i rischi di questa gara?

“E’ sempre difficile andare a giocare a Catanzaro. Non staranno attraversando un periodo brillante, ma non è mai semplice andare a giocare al “Ceravolo”. Sono convinto, però, che se il Benevento continuerà a giocare come sta facendo ultimamente, allora potrà far un risultato importante”.

Di fronte ci saranno due squadre del tuo passato, che ricordo custodisci di entrambe?

“Di Benevento certamente ho un ricordo molto positivo, non solo per l’esperienza calcistica. Mi ha lanciato nel mondo dei professionisti, all’epoca c’era Spatola e con me c’erano giocatori come Cutolo e Palladino. Catanzaro da un certo punto di vista non mi ha lasciato il migliore dei ricordi, per via di qualche problema per il quale sono ancora in lotta (contrattopoli ndr). D’altra parte, però, ho conosciuto Auteri che ha cambiato la mia carriera. E’ lui che mi ha fatto crescere ed è stato l’allenatore che mi ha dato la svolta, gli devo tanto”.

Conosci benissimo l’allenatore, quanto c’è di Auteri in questo Benevento:

“Abbiamo fatto dei campionati belli e competitivi insieme. C’è tanto di Auteri in questo Benevento. Nelle ultime partite ho visto la sua squadra: gioco corale ed aggressività sono le caratteristiche del mister”.

Può essere lui il condottiero giusto per scrivere la storia dell Benevento:

“L’avevo già detto in tempi non sospetti. Era l’unico che potesse riportare entusiasmo e ci sta riuscendo per gioco, lavoro e risultati”.

Vedi un Alessandro Bruno nell’attuale Benevento?

“Hanno un centrocampo ben assortito e con grandissimi giocatori: De Falco ha caratteristiche importanti e di categoria superiore, poi c’è lo stesso Del Pinto, un catturapalloni e uomo ovunque”.

Quanto somiglia questo Benevento alla tua Nocerina che con Auteri vinse il campionato?

“Inizialmente non vedevo tanto, ma nel girone di ritorno si è avvicinato notevolmente. Quella Nocerina, forse, era strutturata in maniera diversa per via delle caratteristiche di alcuni interpreti, ma ora si iniziano a notare degli aspetti comuni per aggressività e mole di gioco costruita. Ci sono molti aspetti in comune adesso, con ampi margini di miglioramento. Potrà fare un rush finale importante”.

Non c’è sessione di mercato nella quale il tuo nome non viene accostato a quello del Benevento e non solo. Per esempio, con Auteri hai condiviso tre esperienze, ma ti ha cercato anche per la quarta?

“Il mister mi cerca sempre perché secondo lui ho le caratteristiche per essere funzionale alle sue idee di gioco. In passato non ci sono stati i presupposti, ma speriamo che magari già l’anno prossimo possa concretizzarsi quest’ipotesi”.

Sguardo al girone, 5 squadre in tre punti, secondo te chi è la favorita?

“Credo che Benevento, Lecce e Foggia se la giocheranno fino alla fine. Tra queste, chi avrà maggiore continuità potrà vincere”.

Il Benevento ha qualcosa in più rispetto alle altre?

“Dei tre scontri diretti i sanniti ne disputeranno due in casa e questo potrebbe essere un valore determinante. Poi, da qui alla fine, la condizione fisica credo che crescerà e sarà determinante”.

Parliamo un po’ della tua esperienza a Pescara, nell’ultimo mese non è che vi gira benissimo, ma siete sempre lì, in piena zona play-off:

“Stiamo disputando un ottimo campionato, anche se nell’ultimo periodo ci gira un po’ male. Paghiamo a caro prezzo delle piccole disattenzioni, ma ne usciremo perché la squadra è forte e ci sono ancora margini di crescita”.

Naturalmente, la chiacchierata con Alessandro Bruno non poteva che chiudersi con un inevitabile: “Forza Benevento!”.

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