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LIBERA: in memoria di Piersanti Mattarella, un faro acceso contro la mafia e la politica opportunista

LIBERA: in memoria di Piersanti Mattarella, un faro acceso contro la mafia e la politica opportunista

6 Gennaio 2026 | by Redazione Bn
LIBERA: in memoria di Piersanti Mattarella, un faro acceso contro la mafia e la politica opportunista
Attualità
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Il 6 Gennaio del 1980 venne ucciso a Palermo Piersanti Mattarella, Presidente della Regione Siciliana, un politico al servizio delle comunità e della propria terra, lottando contro la mafia e gli intrecci perversi tra politica, economia e criminalità organizzata. Oggi, più che mai, il suo sacrificio e quello di altri martiri della democrazia richiamano a una seria responsabilità per un’alto qualità della rappresentanza democratica e istituzionale:

“IL 6 Gennaio del 1980 venne ammazzato a Palermo Piersanti Mattarella, Presidente della Regione Siciliana.

Quel giorno non aveva la scorta, volle che gli agenti trascorressero la giornata festiva con le proprie famiglie…..

A differenza di chi, a volte con spiccato provincialismo, considera la scorta uno status symbol, un capriccio o in molti casi la comodità di un’autista.

L’ON. Mattarella quella mattina con la propria macchina stava recandosi in Chiesa per la solennità dell’epifania.

Facciamo memoria della sua testimonianza, espressione di una politica al servizio delle comunità e della propria terra.

Lottando per liberarla dalla mafia, contro gli intrecci perversi tra politica, economia, criminalità organizzata e massoneria.

Intrecci che attraverso canali democratici instaurarono dittature economiche e sociali, anche con grandi e gravi conseguenze ambientali.

Mattarella era cristiano e democratico autentico, fedele ai valori della cultura cattolica popolare e capace di dialogare in modo costruttivo con l’allora Partito Comunista Siciliano.

Amico di Pio La Torre

Erano gli anni in cui, chi era pietra d’inciampo, veniva ammazzato perché non corruttibile.

Così come avvenne per i nostri politici conterranei Delcogliano e Biscardi.

IL sacrificio dei politici ammazzati in democrazia deve essere sempre un faro acceso, contro una politica opportunistica, clientelare, familistica ed in alcuni casi “monarchica”.

Contro una politica che vorrebbe le comunità ed I territori schiavi di una condizione di eterna sudditanza.

Contro una politica schiava dei propri meccanismi interni, spesso solo lotta di potere, vendette trasversali tra “faide” interne che non fanno altro che allontanare sempre di più il popolo dai partiti ed inevitabilmente dalla politica.

Chi ha pagato con la vita per difendere le istituzioni democratiche, oggi più che mai, richiamano noi tutti ad una seria responsabilità per un’alta qualità della rappresentanza democratica ed istituzionale.
Così come ieri abbiamo ricordato nel fare memoria di Pippo Fava. Giornalista ammazzato dalla mafia Catanese.

Auspichiamo che l’esempio di Mattarella, Delcogliano, Iermano, Torre, Biscardi, Beneventano e tutti i martiri della democrazia siano di esempio anche per il neo Presidente della Regione Campania, che dovrà essere “libero e forte” nell’arginare condizionamenti interni ed esterni, contro forme di infiltrazioni e meccanismi purtroppo storicamente rodati.”

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