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Presentato il catalogo “Massimo Rao… al limitar della vita” a cura di Francesco Creta

Presentato il catalogo “Massimo Rao… al limitar della vita” a cura di Francesco Creta

31 Gennaio 2026 | by Redazione Bn
Presentato il catalogo “Massimo Rao… al limitar della vita” a cura di Francesco Creta
Attualità
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Nella sede storica della Fondazione Banco di Napoli – Palazzo Ricca, si è tenuta la presentazione del catalogo della mostra Massimo Rao… al limitar della vita, a cura di Francesco Creta e pubblicata da Casa Turese.

L’appuntamento, ospitato come evento di finissage dell’esposizione, ha rappresentato un significativo momento di riflessione sull’opera e sull’eredità artistica di Massimo Rao (San Salvatore Telesino, 1950 – Pornello, 1996), tra le personalità più intense e visionarie della pittura italiana del secondo Novecento.

Dopo l’introduzione del Dott. Ciro Castaldo, direttore della Fondazione Banco di Napoli, sono intervenuti Ferdinando Creta, Massimo Bignardi, Valentino Petrucci e Isabella Valente. L’incontro è stato moderato con grande intelligenza e sensibilità dalla prof.ssa Bianca Stranieri, che ha saputo interagire con i relatori valorizzando i diversi contributi e stimolando un dialogo vivo e approfondito sull’opera di Rao.

Gli interventi hanno delineato, da prospettive diverse ma complementari, il profilo di un artista appartato e profondo, che ha fatto della pittura un’esperienza di conoscenza: un linguaggio di soglia, tra corpo e spirito, tra luce e silenzio.

Ferdinando Creta, nel presentare la mostra, ha raccontato la sua conoscenza dell’artista e, soprattutto, il suo incontro “post mortem” con l’opera di Rao grazie a Vittorio Sgarbi. La prof.ssa Isabella Valente ha messo in luce il costante dialogo del pittore con la grande tradizione figurativa europea, dalla classicità rinascimentale al simbolismo, sottolineandone la centralità nel panorama contemporaneo come “pittore del silenzio”, fedele alla figurazione come atto di resistenza alle mode e ai rumori del tempo.

Massimo Bignardi ha collocato la ricerca di Rao nel contesto della Napoli degli anni Settanta, città in fervente fermento politico e culturale, evidenziando come l’artista ne abbia tratto impulso per sviluppare una visione autonoma, nutrita di mito, memoria e simbolismo.

Con tono più confidenziale, Valentino Petrucci ha ricordato la dimensione umana del pittore — artista schivo, sensibile e ironico — capace di vivere l’arte come autentica vocazione spirituale.

In chiusura, Francesco Creta, curatore del catalogo — con grafica di Benedetto Longobardi Ruju e contributi critici di Massimo Bignardi, Ferdinando Creta, Pietro Mastrorilli, Valentino Petrucci, Marco Salvatori e Vittorio Sgarbi — ha ringraziato la Fondazione Banco di Napoli per aver sostenuto un progetto che restituisce a Rao la sua piena attualità.

“Questo volume – ha sottolineato – è un viaggio nel suo pensiero figurativo, un modo per ascoltare ancora la voce della sua pittura, che continua a parlarci con la forza gentile delle sue visioni.”

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