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Michele Martino: “bisogna immunizzarsi da corruzione, malaffare e infiltrazioni. Il radicalismo è un valore

Michele Martino: “bisogna immunizzarsi da corruzione, malaffare e infiltrazioni. Il radicalismo è un valore

28 Giugno 2026 | by Enzo Colarusso
Michele Martino: “bisogna immunizzarsi da corruzione, malaffare e infiltrazioni. Il radicalismo è un valore
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La grave situazione che sta attraversando Benevento. Corruzione a più livelli, malaffare, politica quasi assente. Qui di seguito il punto di Michele Martino, già referente di Libera nel Sannio.

“La medicina di cui necessita la politica riguarda una malattia molto grave e drammaticamente diffusa, conosciuta come “questione morale”.Purtroppo la scienza non ha ancora messo appunto un vaccino contro la pandemia della corruzione del malaffare, del clientelismo e delle infiltrazioni mafiose nelle istituzioni. Un vaccino capace di generare anticorpi contro le mafiosità, che sono pericolose quanto le mafie. Perchè generano comportamenti, intrecci, malcostume, che possono condizionare in modo predominante il destino dei territori e delle comunità.

E come ben sappiamo qualche vaccino andrebbe somministrato anche nel territorio sannita. In particolare dopo il caso Santamaria, uomo di fiducia del Sindaco Mastella e dopo la sentenza di primo grado che ha riguardato l’ex presidente della provincia Di Maria. Non può certamente sfuggirci che, lo stesso Di Maria, nonostante fosse stato rinviato a giudizio, lo si considerò candido ( da cui candidato) per le scorse elezioni politiche nella lista di NDC. E come se non bastasse, perché un rinviato a giudizio dev’essere sempre premiato, venne nominato presidente di un Ente Pubblico denominato GAL. Ora, dal grido di allarme lanciato nella giornata di ieri, il problema del nostro paese ed in particolare per il territorio sannita sembrerebbe essere il radicalismo.

Personalmente, oggi più che mai, lo ritengo un valore importante e non negoziabile quello di essere fedele ai valori fondanti di una scelta politica. Cosa ben diversa sono gli estremismi di qualsiasi matrice: politica o religiosa. È chiaro, per chi ha sempre praticato la così detta teoria del viandante, essere radicato è un problema e neanche di poco conto. C’è di mezzo la così detta sopravvivenza politica. Ma per coloro che hanno sempre coltivato la coerenza e la fedeltà agli impegni assunti, di certo non dovrebbe essere una costrizione, ma al contrario, considerarlo un lodevole punto di forza. Oserei dire di credibilità.

Non si può essere di destra o di sinistra, come se fosse la stessa cosa, solo perché si sta al centro. Essere radicali vuol dire davvero tanto e non sempre fa stare dalla parte giusta della storia. Il primo tassello è quello di essere radicati alla Carta Costituzionale della Repubblica Italiana,  come sempre ci ricorda don Luigi Ciotti, che è il documento antimafia ed anticorruzione per eccellenza. Essere radicali vuol dire anche non far passare come favore ciò che sono diritti.

Raffaele Delcogliano, con il suo amico Iermano, fu radicale contro la logica delle raccomandazioni e lo sperpero del denaro pubblico. “ O sto con loro o sto contro di loro “ diceva restando fermo nei suoi principi. Come lo fu Angelo Mario Biscardi, non piegandosi agli intrecci tra camorra, politica ed imprenditoria nel post terremoto dell’80. Radicale nelle scelte e nei comportamenti fu Piersanti Mattarella che sognava “una Sicilia con le carte in regola”. Radicale lo è stato Aldo Moro con la sua mitezza, con lungimiranza politica e con il grande pudore nel rappresentare le Istituzioni. Persino nell’andare in spiaggia aveva una sua ortodossia indossando giacca e cravatta. Attingendo dai ricordi della figlia, il massimo che si concedeva era smanicarsi un po’ la camicia.

Abbiamo tanto bisogno di radicalismo per combattere la più grande malattia della democrazia chiamata astensionismo. I comportamenti, le scelte, la coerenza non sono aspetti secondari. IL 21 Marzo, la maggior parte dei nomi presenti in quel drammatico elenco, sono persone che hanno pagato con la vita per essere stati sempre fermi ed ancorati alle ragioni del proprio impegno. Le radici sono importanti se non vuoi essere canna al vento o viandante.

Se oggi, come l’ultima indagine di Libera ci ricorda, la corruzione è aumentata in modo esponenziale, evidentemente ci sarà un problema di sradicamento. La società civile, politica compresa, non può rassegnarsi all’idea che sia solo compito della magistratura e delle forze dell’ordine a dover porre rimedio. Bisogna immunizzarsi da una politica che non può essere solo addizione, perché inevitabilmente quell’addizione diverrà divisione, o meglio, spartizione. Bisogna immunizzarsi da una politica sartoriale fatta di provvedimenti cuciti su misura, apparentemente esposti in vetrina per il pubblico ma con un indossatore già designato. C’è tanto da cui immunizzarsi, ma la diagnosi dev’essere “veritiera ed onesta”, non opportunistica finalizzata solo ad una candidatura.”

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