Può l’antichità promuovere un territorio e proiettarlo in un futuro di crescita e sviluppo? La risposta è sì, secondo l’amministrazione del Comune di Benevento che sta lavorando ad un importante progetto di riqualificazione del Museo del Sannio.
Il lavoro di ristrutturazione nasce anche con la collaborazione della Provincia di Benevento, della Regione Campania, del Ministero della Cultura e di Sannio Europa. Il progetto ha un duplice obiettivo: da un lato, si vuole rendere la struttura un polo culturale all’avanguardia; dall’altro, far sì che la sezione egizia, da sempre tra gli ambienti più apprezzati, diventi quasi un Museo a sé stante.
La scelta di puntare tutto sulla cultura egizia non è affatto casuale. Sappiamo bene che il territorio beneventano ospita da anni una ricca collezione di reperti egizi. Gli scavi in loco del 1903 hanno attestato che vi fosse in città un Tempio di Iside, eretto da Domiziano tra l’88 e 89 d.C. Si documenta, infatti, che Benevento sia stato uno dei centri in cui proprio il culto di Iside ha avuto maggiore diffusione. La città di fatto è la seconda con più monumenti egizi al di fuori dell’Egitto. I falchi, il bue Apis e le statue di Sfingi sono solo alcuni dei reperti straordinari che si possono ammirare.
A prescindere dall’attaccamento locale a questa cultura millenaria, va da sé che l’Antico Egitto eserciti su turisti e visitatori da sempre un fascino unico. L’egittomania ha saputo negli anni penetrare nei settori più disparati: dalla moda al cinema, dall’arte ai giochi. Del resto molti simboli faraonici sono diventati iconici persino nei giochi digitali, come nel caso della slot Book of Ra e in altre forme di intrattenimento contemporaneo. Il mistero dei geroglifici, invece, ha ispirato saghe di successo come quella di Indiana Jones. La lista delle ispirazioni potrebbe continuare all’infinito.
Non è difficile, allora, pensare che la scommessa di un museo interamente a tema egizio possa essere vincente. La vera sfida sarà avvalersi delle nuove tecnologie per consentire ad una cultura millenaria di comunicare con il presente e soprattutto con i visitatori, disposti a lasciarsi sorprendere ancora una volta dai misteri e dalla bellezza di una civiltà eterna. Per scoprirlo, non bisognerà attendere la fine del 2026, data in cui è prevista l’inaugurazione del nuovo polo.