Filt Cgil e Uiltrasporti: “Sannio e Irpinia non siano terre di slogan, servono infrastrutture e risorse”
“Le Aree Interne non siano più territori da utilizzare solo per slogan e promesse elettorali”. È il messaggio lanciato dalle segreterie di Filt Cgil e Uiltrasporti di Avellino-Benevento, che chiedono una svolta concreta sulle infrastrutture e sulla mobilità del Sannio e dell’Irpinia.
Secondo i sindacati, la drammatica emergenza dello spopolamento e la continua fuga dei giovani dalle province di Benevento e Avellino non possono essere affrontate con la sola retorica, ma attraverso investimenti, servizi efficienti e opere strategiche capaci di garantire sviluppo e nuove opportunità.
Per Filt Cgil e Uiltrasporti, per troppo tempo le Aree Interne sono state al centro di annunci e programmi senza trasformarsi in una reale priorità politica. Da qui la richiesta: le risorse destinate a Sannio e Irpinia devono essere tutelate e non possono essere spostate altrove per coprire altre emergenze.
Tra le principali criticità evidenziate c’è la situazione della linea ferroviaria Benevento-Cancello (EAV), chiusa al traffico ferroviario ormai da oltre cinque anni.
Una condizione che, secondo i sindacati, ha prodotto pesanti conseguenze soprattutto sulla Valle Caudina, territorio strategico di collegamento tra le province di Benevento, Avellino e Caserta.
La sospensione del servizio ferroviario ha costretto migliaia di studenti, lavoratori pendolari e cittadini a utilizzare servizi sostitutivi su gomma ritenuti insufficienti, con spostamenti condizionati da una viabilità stradale spesso congestionata e inadeguata.
“La chiusura della Benevento-Cancello ha spezzato la continuità territoriale, impoverito l’economia locale e rappresenta il simbolo di un’incuria che non può più essere tollerata”, sostengono Filt Cgil e Uiltrasporti, chiedendo certezze sui tempi di riapertura, il completamento degli interventi di ammodernamento e sicurezza e il ritorno di un servizio ferroviario efficiente.
Un ulteriore elemento di criticità riguarda la stazione ferroviaria di Avellino, la cui chiusura ha contribuito ad aggravare l’isolamento del capoluogo irpino e dell’intera provincia.
Nel documento dei sindacati trovano spazio anche le opere considerate fondamentali per il futuro economico dei due territori.
La Piattaforma Logistica dell’Ufita, a Grottaminarda, viene indicata come un’infrastruttura strategica collegata alla nuova stazione dell’Alta Capacità Napoli-Bari. Un eventuale definanziamento o ridimensionamento dell’opera, secondo Filt Cgil e Uiltrasporti, rischierebbe di svuotare di significato l’investimento ferroviario, privando la Campania interna di un hub logistico capace di collegare merci e imprese ai mercati nazionali ed europei.
Altro nodo centrale è lo Scalo Merci di Ponte Valentino, nel territorio sannita. Per i sindacati, il potenziamento dell’area industriale e la riconnessione dello scalo alla rete ferroviaria rappresentano interventi indispensabili per sostenere le aziende presenti e rendere il territorio più attrattivo per nuovi investimenti.
Accanto alle grandi opere, Filt Cgil e Uiltrasporti chiedono interventi immediati sulla mobilità quotidiana.
Tra le priorità indicate ci sono il potenziamento e l’integrazione del Trasporto Pubblico Locale, sia su gomma sia su ferro, con mezzi moderni, collegamenti intermodali e frequenze certe.
I sindacati chiedono inoltre l’accelerazione dei cantieri della SS 372 Telesina e della Lioni-Grottaminarda, insieme a un piano straordinario di manutenzione della viabilità provinciale e intercomunale, oggi giudicata in condizioni di grave difficoltà.
“Non possiamo più accettare che un’area strategica come la Valle Caudina resti isolata per oltre cinque anni a causa della chiusura della Benevento-Cancello – sottolineano i sindacati – così come non possiamo permettere che i fondi destinati alla Piattaforma Logistica dell’Ufita, allo Scalo Merci di Ponte Valentino e alle infrastrutture ferroviarie vengano dirottati altrove”.
La posizione di Filt Cgil e Uiltrasporti è netta: Sannio e Irpinia non sono territori marginali e privi di prospettive, ma aree che necessitano di collegamenti adeguati, infrastrutture moderne e servizi essenziali.
“La scelta è tra investire sul futuro o condannare queste terre alla desertificazione economica e sociale”, concludono i segretari generali Giuseppe Anzalone e Giuseppe Foglia.



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