Miasmi, Comitato San Domenico: persistono forti esalazioni maleodoranti
“Ancora una volta i residenti sono costretti a mantenere chiuse porte e finestre e a rinunciare all’utilizzo degli spazi esterni delle proprie abitazioni, in una situazione ormai divenuta insostenibile.
La prosecuzione dei miasmi appare ancora più difficile da comprendere considerando che parte dell’impianto è sottoposta a sequestro e che il materiale residuo presente nelle vasche avrebbe dovuto essere progressivamente rimosso e conferito presso impianti autorizzati.
Residenti che abitano nelle immediate vicinanze riferiscono, invece, un movimento continuo di trattori agricoli con carrelli all’interno dell’impianto, anche in orario notturni.
Il Comitato non è nelle condizioni di certificare autonomamente la natura, la destinazione e la regolarità di tali operazioni. Le testimonianze raccolte, tuttavia, rendono necessario un intervento immediato degli organi competenti, anche perché le persone che hanno assistito alle movimentazioni sono disponibili a riferire quanto osservato alle autorità.
È indispensabile verificare quali materiali siano stati movimentati, in quali quantità, verso quale destinazione e con quali modalità, assicurando la completa tracciabilità di ogni operazione.
La società aveva comunicato l’intenzione di utilizzare il biodigestore centrale, non interessato dal sequestro, per trasferirvi il materiale ancora presente nelle vasche. I cittadini hanno diritto di conoscere quali operazioni siano effettivamente in corso, sulla base di quali provvedimenti e sotto il controllo di quali autorità.
Occorre inoltre comprendere perché, nonostante il sequestro e le attività di rimozione annunciate, le esalazioni continuino a manifestarsi con intensità tanto elevata e per periodi così prolungati.
Nella mattinata odierna, ai miasmi si è aggiunta anche l’interruzione dell’erogazione idrica nelle abitazioni della zona, senza che ai residenti risultasse pervenuta una preventiva comunicazione da parte di Gesesa.
Il Comitato non intende formulare collegamenti privi di riscontri. Tuttavia, dopo le notizie riguardanti l’esposto presentato nei giorni scorsi alla Procura della Repubblica, con il quale sono stati richiesti accertamenti su un possibile interessamento dei pozzi di Pezzapiana in relazione all’inquinamento del fiume Calore, l’improvvisa interruzione del servizio idrico ha comprensibilmente generato ulteriore preoccupazione tra i cittadini.
Si chiede pertanto a Gesesa e al Comune di Benevento di comunicare tempestivamente le ragioni tecniche dell’interruzione, i tempi previsti per il ripristino del servizio e di fornire tutte le rassicurazioni necessarie sulla regolarità e sulla sicurezza dell’approvvigionamento idrico.
In una situazione così delicata, la mancanza di informazioni tempestive alimenta inevitabilmente dubbi, timori e sfiducia.
Quanto sta accadendo a San Domenico rappresenta una vera emergenza e avrebbe dovuto essere affrontato come tale fin dall’inizio.
Il sequestro dell’impianto costituisce un provvedimento importante, ma non può, da solo, garantire la risoluzione del problema. Sarebbe stato necessario attivare immediatamente una gestione straordinaria delle operazioni di messa in sicurezza e di rimozione dei materiali, sotto la direzione e la vigilanza delle autorità pubbliche.
Operazioni tanto delicate non avrebbero dovuto essere lasciate nella disponibilità esclusiva del gestore, ma affidate o comunque sottoposte al controllo costante di soggetti terzi qualificati e indipendenti, pubblici o privati, garantendo:
– la preventiva verifica dei materiali;
– la tracciabilità delle quantità movimentate;
– la corretta compilazione della documentazione;
– il controllo delle destinazioni finali;
– la sicurezza delle operazioni;
– una vigilanza pubblica continua.
Non è accettabile che la gestione delle conseguenze di una situazione caratterizzata da criticità e contestazioni già emerse resti sostanzialmente affidata agli stessi soggetti che hanno condotto l’impianto.
Non si tratta di anticipare responsabilità che dovranno essere accertate nelle sedi competenti, ma di applicare un principio elementare di precauzione, trasparenza e indipendenza dei controlli.
La tutela dell’attività economica non può essere anteposta alla salute, alla sicurezza, alla serenità e alla dignità di centinaia di famiglie.
Il Comitato chiede pertanto:
– un sopralluogo immediato durante la presenza dei miasmi;
– la verifica delle movimentazioni effettuate dopo il sequestro;
– la completa tracciabilità del materiale rimosso o trasferito;
– chiarimenti sull’utilizzo del biodigestore centrale;
– il controllo continuativo delle operazioni da parte degli enti competenti;
– l’attivazione di una gestione straordinaria e indipendente delle attività di messa in sicurezza e rimozione.
I cittadini di San Domenico sono esasperati. Non possono continuare a vivere tra odori insopportabili, disservizi idrici e mancanza di informazioni su ciò che accade a poche centinaia di metri dalle proprie abitazioni.
Il Comitato continuerà a raccogliere le segnalazioni e le testimonianze dei residenti e si riserva, con l’assistenza dei propri legali, di valutare ogni iniziativa utile alla tutela dei cittadini e degli interessi collettivi rappresentati.”
Comitato Civico Territoriale San Domenico e Aree Limitrofe



Commenti