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Odori molesti, Tretola replica a Mastella: «Noi chiediamo solo trasparenza»

Sulla vicenda degli odori molesti torna a farsi sentire Angela Tretola, esponente de “Il Popolo del Ponte”, che replica alle dichiarazioni del sindaco di Benevento Clemente Mastella e precisa la natura delle richieste avanzate sul caso.

Il primo cittadino, in una nota, aveva spiegato che le analisi tecniche effettuate dall’ARPAC sono coperte da segreto istruttorio, essendo state svolte su delega della Procura a supporto dei Carabinieri Forestale. Mastella aveva inoltre rivendicato la piena collaborazione del Comune con gli organi preposti ai controlli, parlando di «strumentale malafede» per chi attribuisce all’amministrazione omissioni sul fronte della trasparenza.

Il sindaco aveva anche sottolineato di voler tutelare la comunità «da allarmismi immorali, alimentati da speculazioni politiche e pre-elettoralistiche», arrivando a ipotizzare, qualora ne ravvisasse gli estremi, denunce per procurato allarme.

A queste parole arriva ora la replica di Angela Tretola.

«Noi chiediamo solo trasparenza», chiarisce Tretola. «Nessuno ha chiesto atti coperti da segreto istruttorio né gli accertamenti che ARPAC sta svolgendo per conto della Procura».

La richiesta, spiega, riguarda invece «i dati ordinari degli autocontrolli del depuratore ASI, quelli che, secondo quanto ci è stato riferito dall’ex responsabile di Multiservizi ASI Giovanna Razzano, vengono effettuati quotidianamente».

Tretola richiama quindi il diritto dei cittadini all’accesso alle informazioni ambientali, spiegando che ASI è un Ente Pubblico Economico e che la richiesta è stata avanzata ai sensi del D.Lgs. 195/2005.

«Vogliamo conoscere parametri analizzati, valori rilevati e relativi limiti», afferma Tretola, marcando la distinzione tra la documentazione richiesta e gli accertamenti attualmente al vaglio della Procura.

«Niente atti d’indagine. Niente segreti istruttori. Solo dati e trasparenza».

La posizione de “Il Popolo del Ponte” punta dunque a separare nettamente la richiesta di informazioni ambientali dagli accertamenti giudiziari in corso. Secondo Tretola, conoscere i dati ordinari relativi agli autocontrolli del depuratore non significa interferire con le attività investigative né mettere in discussione il lavoro della magistratura e degli organi tecnici.

La conclusione è affidata a un principio che, secondo Tretola, dovrebbe guidare il confronto sulla vicenda degli odori molesti: «Perché la trasparenza non crea allarme. Crea fiducia».

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