I dubbi di Mastella
E adesso che glielo dice ai perenni papabili della successione al soglio che il re dinanzi alla prospettiva del terzo mandato non esiterebbe un attimo, da come si legge, a scegliere tra Roma e Benevento? E’ a nostro avviso la domanda da fare a De Pierro oppure a Gigi Ambrosone e per molti aspetti pure a Mario Pasquariello che qualche velleità la nutre eccome. Ma prendiamo De Pierro che con l’inabissarsi del campo largo avrebbe più chance di quante non ne avrebbe se i decariani, che lo detestano forse più di Del Vecchio, dicessero di si a Mastella.
De Pierro è il vice, in una situazione normale dovrebbe godere della sua grande occasione come l’amico Del Vecchio dieci anni fa, sperando in un esito diverso s’intende. Spetterebbe a lui l’eredità se sta storia del terzo mandato dovesse davvero prendere piede e la Lega perorarla sul serio. Ma Mastella non lascia eredità alcuna a nessuno; per lui esiste solo se stesso e il brand che ora è a tre punte ed è quello familiare. E non la lascerebbe a prescindere, anche senza brand, perchè Mastella come gli altri big sanniti non ha nei suoi cromosomi alcun codice che gli permetta di intestare a chicchessia il suo lascito testamentario politico.
Insomma, se la devono sudare e pure parecchio ma questo gli è noto da sempre. E tuttavia, al di la delle dichiarazioni di chat, delle indiscrezioni, delle confidenze, più o meno fondate al sindaco resta l’ambizione di tornare dove è sempre stato e il Laticlavio gli garba parecchio. Lui l’ambizione l’avrebbe ma è il quadro politico che è confuso, disarticolato e per riapprodare a Roma occorre una spinta propulsiva che oggi non ha. Da buon viandante valuta le opzioni, tutte valide, ovviamente, ma in mancanza e se la salute lo assiste restare a Palazzo Mosti, con tutte le rogne che ne conseguono, sarebbe l’unica possibilità per non imboccare il sunset boulevard. Il massimo sarebbe lui a Roma e la moglie a Palazzo, cosa di cui abbiamo già parlato in passato, e la cosa è in linea col concetto di brand. Lo trattiene solo la mancanza di discontinuità che alla fine lo potrebbe nuocere e allora rientra nel gioco anche la proposta a Vigorito, senza esito fino ad ora.
Appare ovvio che date queste condizioni settembrine chiunque voglia scalare la vetta dovrà farlo senza rete di protezione e prendendosi dei rischi.



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