Avellino 34°C Poco nuvoloso 34° / 17°
Benevento 35°C Poco nuvoloso 36° / 17°
Caserta 34°C Poco nuvoloso 34° / 23°
Napoli 32°C Poco nuvoloso 32° / 25°
Salerno 31°C Poco nuvoloso 31° / 24°
Home > Attualità > Ex Trotta Bus, i sindacati contro le trattenute: lavoratori penalizzati anche sul mancato preavviso
Attualità

Ex Trotta Bus, i sindacati contro le trattenute: lavoratori penalizzati anche sul mancato preavviso

Le Segreterie Provinciali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e UglAF esprimono forte indignazione per quanto sta accadendo agli ex dipendenti della Trotta Bus, ai quali sono state trattenute dalle ultime competenze le somme relative al mancato preavviso, nonostante le dimissioni siano state rassegnate per giusta causa e in una situazione caratterizzata da gravi e reiterate problematiche retributive e contributive.
È necessario ristabilire la verità dei fatti.
I lavoratori hanno rassegnato le dimissioni in un contesto divenuto ormai insostenibile, caratterizzato da continui ritardi nel pagamento degli stipendi, dal mancato pagamento della 14ª mensilità e dal mancato versamento del fondo previdenziale, nonostante le relative somme fossero state trattenute dalle buste paga dei lavoratori.
Ma c’è un ulteriore elemento che non può essere ignorato.
Senza le dimissioni dalla Trotta Bus, i lavoratori interessati non avrebbero potuto essere assunti dal nuovo gestore, AIR Campania.
Questa è la questione centrale.
I lavoratori si sono trovati nella condizione di dover interrompere il rapporto con Trotta Bus per poter essere assunti da AIR Campania e, quindi, non solo continuare a lavorare e mantenere la propria occupazione, ma anche continuare a garantire il servizio di trasporto pubblico locale alla città di Benevento.
Non si è trattato di una scelta libera e immotivata di abbandonare il posto di lavoro. Si è trattato di una scelta dettata dalla necessità di tutelare la propria occupazione e, al tempo stesso, di continuare a garantire un servizio pubblico essenziale, dopo una situazione già compromessa da ritardi nelle retribuzioni e da altre problematiche che hanno portato i lavoratori a rassegnare dimissioni per giusta causa.
E oggi, come ulteriore beffa, la Trotta Bus pretende di addebitare agli stessi lavoratori il mancato preavviso.
È una situazione che riteniamo profondamente ingiusta e che deve essere chiarita nelle sedi competenti.
La domanda che poniamo è semplice: se il lavoratore, senza dimettersi dalla Trotta Bus, non poteva essere assunto da AIR Campania, azienda alla quale sono stati affidati i servizi in via emergenziale, perché oggi dovrebbe essere chiamato a pagare il prezzo di una scelta necessaria per poter continuare a lavorare e garantire il TPL alla città di Benevento?
UNA STORIA DI SACRIFICI PAGATI SEMPRE DAI LAVORATORI
A tutto questo si aggiunge la vicenda relativa alle spettanze economiche.
L’ultimo stipendio avrebbe dovuto essere liquidato entro il 20 agosto, mentre la 14ª mensilità avrebbe dovuto essere corrisposta entro il 20 luglio.
A ciò si aggiunge la questione, particolarmente grave, delle somme destinate al fondo previdenziale trattenute nelle buste paga ma che, secondo quanto denunciato dai lavoratori, non risultano versate.
Sono questioni che devono essere affrontate con la massima serietà e trasparenza e che saranno sottoposte alle verifiche nelle sedi competenti.
Non possiamo accettare che, dopo aver subito ritardi nelle retribuzioni, mancati pagamenti e problematiche relative alla previdenza, i lavoratori vengano ulteriormente penalizzati con una trattenuta per mancato preavviso.
Questi stessi lavoratori hanno garantito per anni il servizio di trasporto pubblico locale di Benevento, spesso in condizioni difficili.
La cittadinanza deve sapere che il servizio è stato garantito anche in periodi nei quali i lavoratori non avevano ancora percepito lo stipendio.
La cittadinanza deve sapere che, quando alcuni lavoratori hanno ritenuto che determinati autobus non fossero nelle condizioni di circolare in sicurezza ed efficienza, hanno avuto la responsabilità di fermarli. E in alcuni casi hanno pagato personalmente questa scelta, subendo sospensioni dal servizio e sanzioni disciplinari.
UN TPL CHE HA VISTO TROPPO SPESSO I LAVORATORI PAGARE PER LE INEFFICIENZE
Il TPL di Benevento, soprattutto negli ultimi anni, ha vissuto una situazione che non può essere ignorata: mezzi obsoleti, difficoltà nella manutenzione, pezzi di ricambio spesso indisponibili, condizioni di pulizia inadeguate e servizi non effettuati.
Eppure, nonostante queste criticità, sono stati i lavoratori a garantire quotidianamente la continuità del servizio.
Questo è il paradosso che da sempre denunciamo: chi ha garantito il servizio viene penalizzato, mentre le responsabilità gestionali rischiano ancora una volta di ricadere sulle spalle dei lavoratori.
L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DOVEVA ESSERE GARANTE
In questa vicenda non può essere chiamata fuori l’Amministrazione comunale di Benevento, che ha chiesto l’assegnazione dei servizi in via emergenziale e che, proprio per questo, avrebbe dovuto svolgere un ruolo di garanzia e vigilanza, tutelando il servizio pubblico e i lavoratori che quotidianamente lo hanno garantito.
Di fronte a ritardi nelle retribuzioni, criticità nella gestione e problemi che hanno coinvolto direttamente i lavoratori, servivano fatti, controlli e risposte, non soltanto annunci.
Perché, ancora una volta, gli slogan sembrano superare i fatti e le chiacchiere le soluzioni. E, come recita un antico detto, «il sazio non può credere al digiuno».
Chiediamo quindi anche all’Amministrazione comunale di Benevento di chiarire quale ruolo abbia svolto e quali iniziative intenda assumere a tutela dei lavoratori.
Chi chiede un affidamento emergenziale per garantire un servizio pubblico deve anche garantire che, nell’emergenza, a pagare non siano sempre i lavoratori.
LE DOMANDE ALLA TROTTA BUS E ALLE ISTITUZIONI
Come organizzazioni sindacali chiediamo alla Trotta Bus e alle Istituzioni risposte precise su alcuni punti fondamentali:
Quando sono stati inviati i preavvisi di licenziamento ai lavoratori e perché, considerato che all’epoca non era ancora definita la proroga del servizio di TPL?
Perché l’azienda sosteneva che il preavviso fosse un obbligo aziendale, dichiarando di non sapere come utilizzare il personale?
Come si concilia quella posizione e l’affidamento dei servizi in via emergenziale con il successivo passaggio dei lavoratori al nuovo gestore, AIR Campania?
Per quale motivo sono state effettuate trattenute per mancato preavviso a fronte di dimissioni rassegnate per giusta causa e necessarie, per i lavoratori interessati, per poter essere assunti da AIR Campania?
Per quale motivo la 14ª mensilità non è stata corrisposta nei tempi previsti?
Qual è la situazione delle somme previdenziali trattenute dalle buste paga e non versate al fondo previdenziale, secondo quanto denunciato dai lavoratori?
Quando saranno corrisposte integralmente tutte le spettanze ancora dovute agli ex dipendenti?
Su queste domande pretendiamo risposte chiare, documentate e trasparenti.
IL TPL È UN SERVIZIO PUBBLICO, NON UN BANCOMAT
È arrivato il momento di interrogarsi seriamente sulle modalità con cui vengono affidati e gestiti i servizi pubblici.
Il contratto di servizio è finanziato con risorse pubbliche, quindi con i soldi dei cittadini.
Chi riceve una concessione pubblica deve garantire non soltanto la continuità del servizio, ma anche qualità, sicurezza, rispetto dei contratti e dignità dei lavoratori.
Non possiamo accettare un modello nel quale le aziende gestiscono risorse pubbliche e, quando emergono problemi, a pagare sono sempre i lavoratori e la collettività.
È questo che intendiamo denunciare quando parliamo di «prenditori» di risorse pubbliche: soggetti che, a nostro giudizio, sembrano considerare il servizio pubblico principalmente come un’occasione economica, dimenticando che dietro ogni servizio ci sono persone, famiglie e diritti.
NON CI FERMEREMO
Le Segreterie Provinciali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e UglAF non intendono fermarsi.
Chiederemo nelle sedi competenti la verifica di tutti gli aspetti della vicenda, dalla legittimità delle trattenute effettuate per il mancato preavviso alla corresponsione delle spettanze ancora dovute, fino alla verifica della gestione delle somme previdenziali trattenute ai lavoratori.
Chiederemo che venga fatta giustizia per gli ex dipendenti Trotta Bus.
Perché la dignità delle persone non può essere calpestata.
Perché un lavoratore che ha garantito un servizio pubblico non può essere considerato una semplice voce di costo.
Perché i lavoratori non sono merce.
Perché il lavoro non è una concessione.
E soprattutto perché la dignità di una persona non può essere trattenuta dall’ultima busta paga.
Segreterie Provinciali

Articoli simili

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Consulsat sicurezza e ADSL Consulsat sicurezza e ADSL
ADSL 100 Mbit