Benevento Domani: «Dieci anni di politiche ambientali regionali, un disastro». Appello al governatore Fico
“Terra mia, Terra mia”. 2016-2026: 10 anni di politiche ambientali regionali: un disastro. Appello al Governatore Fico
È il tempo dell’emergenza, della paura, del ritorno alle mascherine, delle rivendicazioni, delle ordinanze sindacali… e quando verrà il tempo della riflessione?
Le nubi che si sono alzate sopra Airola, quelle che hanno dato voce ai microfoni e volti alle telecamere, vanno lette in una cornice ben più ampia del singolo episodio. Il materiale “abbancato” — così si dice tecnicamente — che ha preso fuoco continua da giorni a saturare l’aria della Valle Caudina, del capoluogo e delle province limitrofe, con un odore acre che porta con sé tristezza e dolore.
Fermarsi al sito e ai suoi livelli gestionali, come spesso accade, significa accontentarsi di una risposta rapida. La domanda su chi siano i responsabili non è certo una novità. Proviamo, questa volta, ad allargare il perimetro delle considerazioni — magari anche perché è estate e agosto è il mese in cui certe cose sembrano succedere più spesso.
Quello di Airola non è un caso isolato: altri impianti nel Sannio e in Campania, prima di eventuali provvedimenti di sequestro, sono stati — e altri ancora lo sono — strumenti utilizzati dal sistema per servizi di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti in Campania.
L’impianto di Airola rientra in questa cornice, così come quello di Sassinoro, altro recente disastro. Il riferimento è al ciclo integrato dei rifiuti, alle regole della Legge Regionale n. 14/2016, pensate per configurare un sistema capace di assicurare piena autonomia gestionale per tutti i rifiuti prodotti in Campania, con sicurezza ambientale e contenimento dei costi a vantaggio dei cittadini campani.
Purtroppo sono passati dieci lunghi anni dal 2016 e il ciclo dei rifiuti è ancora disintegrato. I rifiuti campani continuano a viaggiare verso il Nord, i costi lievitano e la tassa rifiuti è tra le più alte in Italia, penalizzando oltremodo un territorio già economicamente fragile. Basti pensare che solo per la frazione organica, a fronte di circa 700mila tonnellate prodotte in Campania, solo 100mila vengono smaltite in regione: il resto viaggia verso il Nord, portandosi con sé anche i nostri soldi.
A nulla sono serviti i fiumi di denaro PNRR e le agevolazioni normative per realizzare la filiera impiantistica adeguata.
Airola, la Valle Caudina, come Sassinoro ed altri, portano le stimmate della sofferenza ma sono anche il simbolo del fallimento delle politiche — si fa per dire — ambientali regionali degli ultimi dieci anni, ripartite per i rifiuti tra ambiti territoriali (insopportabilmente eccessivi) e per le acque in distretti (imbarcano privati): questa è la cornice. Airola è oggi l’effetto che, senza un cambio reale, potrebbe replicarsi nel tempo altrove. Come dare torto a chi percepisce che il territorio è indifeso, barattato, strumentalizzato… per pochi eletti.
L’appello al Presidente Fico
Al Presidente Fico ci si rivolge per un cambio di passo, per il rispetto dei territori e un sistema efficiente e sicuro per la salute dei cittadini, accompagnato da rafforzate attività di monitoraggio e controllo.
Non serve entrare nei particolari di tutto quello che non è successo e che si è ereditato negli ultimi dieci anni. Per approfondire basteràrivolgersi ad un rinnovato Assessore, di stretta fede deluchiana, della sua Giunta.
“Terra mia, Terra mia” — il grido di dolore del grande Pino Daniele resta, ancora oggi, drammaticamente attuale.
Associazione Benevento Domani



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