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Pancione scrive a Lombardi: “si ponga alla guida della difesa del Sannio da attacchi terribili”

Lettera aperta di Giuseppe Pancione, già responsabile Ambiente di Confindustria, al Presidente della Provincia di Benevento Nino  Lombardi. Nella missiva, che pubblichiamo per intero, Pancione esorta Lombardi a prendere le redini della terribile situazione ambientale che è andata sviluppandosi dal rogo di Airola in avanti arrivando alla problematica dei miasmi, e finendo però con il coinvolgere nel suo “cahier de doleance” le varie problematiche pregresse che affliggono la provincia di Benevento ormai sempre meno “oasi felice” della Campania e sempre più esposta agli appetiti, spesso politico-criminali, che hanno individuato già da tempo il Sannio come nuova pattumiera miliardaria.   
Caro Presidente,
le scrivo con rispetto e con la stima che non ho mai nascosto, neppure pubblicamente, anche durante l’ultima campagna elettorale per la Presidenza della Provincia.

Non le scrivo per chiamarla in causa o per attribuirle responsabilità che appartengono ad altri enti e ad altri livelli istituzionali. Al contrario, le scrivo proprio perché, in un momento nel quale il Sannio appare sempre più esposto e frammentato, ritengo che lei possa essere la persona giusta per assumere un ruolo di guida, di sintesi e di difesa dell’intero territorio provinciale.

In pochi mesi abbiamo visto emergere questioni che non possono più essere considerate episodi isolati: l’espansione di impianti eolici e fotovoltaici sulle nostre colline, 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶 𝗶 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗶 𝗱𝗶 𝗮𝗰𝗰𝘂𝗺𝘂𝗹𝗼 𝗲𝗻𝗲𝗿𝗴𝗲𝘁𝗶𝗰𝗼 (𝗕𝗘𝗦𝗦), 𝗹𝗮 𝗰𝘂𝗶 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗼𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗽𝗶𝗮𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗮 𝗲 𝗰𝗼𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗿𝗶𝗴𝗼𝗿𝗲 , i problemi dei fiumi, gli incendi negli impianti di rifiuti, i miasmi che da mesi gravano su diverse comunità, il consumo di suolo e un modello di sviluppo che rischia di compromettere paesaggio, agricoltura, salute e turismo.

A tutto questo si aggiunge la penosa vicenda dell’impianto di biometano in contrada San Domenico: collocato nel territorio di Benevento, ma a ridosso di Pietrelcina e Pesco Sannita. Da mesi cittadini e attività della zona convivono con miasmi e disagio, senza che si sia ancora arrivati a una soluzione definitiva e verificabile.

Non è in gioco soltanto la quotidianità di chi abita nelle aree direttamente interessate. È in gioco la vivibilità di un territorio vasto, che comprende l’intera zona di Benevento Nord e due importanti Comuni della provincia, Pietrelcina e Pesco Sannita.

Un territorio che, oltre a subire da mesi le gravi ricadute dell’impianto di biometano, rischia di vedere compromesso il proprio futuro anche da una diffusione indiscriminata di impianti fotovoltaici. Sono in gioco la reputazione di questi luoghi e la sopravvivenza di attività agricole, commerciali, ricettive e turistiche già fragili e messe a dura prova da altre criticità.

Non possiamo continuare a raccontare il Sannio come terra di qualità, paesaggi ed eccellenze, se poi permettiamo che intere zone vengano associate ai miasmi, all’incertezza e al degrado.

Lei stesso, Presidente, fu testimone del fatto che questi segnali di allarme li avevo già colti circa quattro anni fa, quando ricoprivo l’incarico di Presidente della Sezione Ambiente di Confindustria Benevento. Già allora proposi la costituzione di un tavolo permanente tra istituzioni, enti di controllo, imprese e rappresentanti dei cittadini, per affrontare preventivamente le criticità ambientali e non rincorrerle soltanto quando diventano emergenze.

Quel percorso, purtroppo, non ha potuto svilupparsi fino in fondo. Ho scelto infatti di dimettermi con largo anticipo rispetto alla naturale scadenza del mandato, non per disinteresse verso quei temi ma, al contrario, perché ritenevo di poter continuare a impegnarmi con maggiore energia, autonomia e libertà nella difesa del territorio, senza i vincoli statutari e di rappresentanza propri di un’importante associazione di categoria quale Confindustria Benevento.

Oggi, da semplice cittadino e da uomo libero, non avendo più vincoli statutari né responsabilità di rappresentanza da tutelare, ma profondamente legato a questa terra, sento il dovere di dire che quel bisogno di coordinamento è ormai diventato indifferibile. Non possiamo più affrontare pale eoliche, fotovoltaico, fiumi inquinati, miasmi, impianti e incendi come questioni separate: 𝗦𝗢𝗡𝗢 𝗜 𝗧𝗔𝗦𝗦𝗘𝗟𝗟𝗜 𝗗𝗜 𝗨𝗡’𝗨𝗡𝗜𝗖𝗔, 𝗚𝗥𝗔𝗡𝗗𝗘 𝗘 𝗨𝗥𝗚𝗘𝗡𝗧𝗘 𝗤𝗨𝗘𝗦𝗧𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗧𝗘𝗥𝗥𝗜𝗧𝗢𝗥𝗜𝗔𝗟𝗘.

So bene che le competenze sono distribuite tra Regione, Comuni, ARPAC, ASL, Autorità di bacino, gestori degli impianti e altri soggetti. Ma proprio per questo serve qualcuno che tenga insieme il quadro. Qualcuno che non si limiti a intervenire dopo l’emergenza, ma chieda una visione complessiva, dati pubblici, controlli continui, tempi certi e responsabilità chiare.

La legge assegna alla Provincia funzioni fondamentali di pianificazione territoriale di coordinamento e di tutela e valorizzazione dell’ambiente, per gli aspetti di competenza. Il Presidente rappresenta l’Ente e ne guida l’azione istituzionale. Non significa che possa sostituirsi agli organismi tecnici o agli enti titolari delle singole autorizzazioni; significa però che può e deve promuovere una 𝗥𝗘𝗚𝗜𝗔 𝗣𝗥𝗢𝗩𝗜𝗡𝗖𝗜𝗔𝗟𝗘 quando le emergenze superano i confini di un Comune e investono la salute, l’economia e il futuro di tutto il Sannio.

Per questo le chiedo di valutare la convocazione di un tavolo provinciale permanente sulla tutela ambientale e territoriale, aperto ai Comuni interessati, alla Regione, ad ARPAC, ASL, Autorità di bacino, ATO, associazioni, categorie economiche e rappresentanti dei cittadini.

La lista è già molto chiara. La sistemerei soltanto così:

1. una mappatura pubblica degli impianti esistenti, autorizzati e in corso di autorizzazione, con particolare riferimento agli impianti eolici, fotovoltaici e a tutti quelli connessi alla gestione dei rifiuti e all’economia circolare;

2. una valutazione rigorosa degli impatti cumulativi su suolo, paesaggio, acque, salute e attività economiche;

3. un monitoraggio serio, trasparente e continuativo delle criticità già in atto;

4. un cronoprogramma pubblico, con tempi certi e responsabilità definite, per la soluzione della vicenda di contrada San Domenico;

5. una verifica approfondita e indipendente sull’idoneità dell’attuale ubicazione dell’impianto di biometano, valutando senza pregiudizi se la sua permanenza in quell’area sia ancora compatibile con la salute, la vivibilità, l’agricoltura e il turismo dei territori circostanti. Una valutazione condotta finalmente a 360 gradi, sulla base di dati, controlli e competenze tecniche, non con quella superficialità che, fino a oggi, ha impedito di individuare una soluzione efficace;

6. una posizione unitaria della Provincia da sostenere con determinazione presso la Regione Campania e il Governo nazionale.

Presidente, non le chiedo di fare ciò che non rientra nelle sue competenze. Le chiedo però di fare fino in fondo ciò che il suo ruolo, la sua autorevolezza e il legame che ha sempre dimostrato verso questa terra le consentono di fare.

Quando un problema supera i confini di un solo Comune, il Presidente della Provincia non può restare alla finestra.

Il Sannio ha bisogno di una voce istituzionale forte, libera e capace di difendere il territorio prima che le emergenze diventino irreversibili.”

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