Miasmi e inquinamento Calore, l’Opposizione: allarmi precedenti ignorati
“Quando si parla di tutela dell’ambiente e della salute pubblica, i battibecchi politici , finalizzati soltanto a spostare l’attenzione dal merito della vicenda, devono lasciare spazio ad atti e fatti, verificabili attraverso i documenti.
È quello che abbiamo cercato di fare ieri in Consiglio comunale: porre domande e cercare risposte sui tanti interrogativi sollevati dai cittadini, costretti da mesi a convivere con miasmi e disagi: una vicenda che ormai riguarda larga parte della città, anche alla luce delle criticità legate all’inquinamento del fiume Calore.
Ebbene, il dato più significativo emerso ieri in consiglio è il seguente: già il 23 luglio l’ARPAC aveva comunicato al Comune che “L’impianto di produzione di biometano della soc. Benevento Biometano sta smaltendo parte delle acque di vegetazione come rifiuto presso l’impianto di gestione rifiuti della soc. Sanav; l’ipotesi, al momento, è che tali rifiuti liquidi, ad elevato carico organico, che recapitano verso l’impianto di depurazione della soc. Multiservice, potrebbero aver inciso sulle capacità depurative della Multiservice, anche in considerazione della recente riattivazione di una linea depurativa mediante l’inoculazione di fanghi attivi acquistati dalla Sanav.”
In pratica prima del disastro del fiume Calore, manifestatosi il successivo 25 luglio con l’invasione di schiume sospette e moria di pesci, era suonato un campanello d’allarme, a cui, tuttavia, non è stato dato peso. Perché, dopo la nota dell’ARPAC, non è stato allertato il Consorzio ASI per segnalare i gravi rischi connessi al funzionamento dell’impianto di depurazione? Ovvero, quali misure sono state adottate nell’immediato per risolvere le criticità e prevenire ulteriori dannose conseguenze?
Motivate riserve riguardano anche la gestione della vicenda Biodigestore di C.da San Domenico.
E’ emerso che nell’impianto, ancora in fase di completamento e quindi qualificato come “cantiere”, erano stoccate, a quanto dicono senza autorizzazione, circa 17.000 tonnellate di biomasse.
Come è stato possibile stoccare questa enorme massa di materiali organici, verosimilmente all’origine dei miasmi, in un impianto ancora in costruzione senza che siano scattati i doverosi controlli?
I ritardi e le questioni ancora da chiarire, del resto, riguardano una vicenda che parte da lontano.
Già nel dicembre 2022, nell’ambito del procedimento di autorizzazione dell’impianto, l’ARPAC invitava il Comune di Benevento a procedere a una “valutazione della collocazione dell’impianto nel contesto del territorio circostante e del suo utilizzo, in considerazione dei recettori presenti al contorno, relativamente alla problematica degli odori”. Di questa valutazione, per quanto emerge dagli atti esaminati, non vi è traccia.
Sono domande che meritano risposte per il rispetto che si deve agli amministrati.
Noi, rifuggendo da insulse polemiche, e senza prestare il fianco alle provocazioni, continueremo a svolgere responsabilmente il nostro lavoro, con un solo obiettivo: fare finalmente piena luce sui fatti e sulle le responsabilità che da essi emergeranno.”
I consiglieriI consiglieri comunali di opposizione Luigi Diego Perifano, Giovanna Megna, Angelo Miceli, Floriana Fioretti, Giovanni De Lorenzo, Francesco Farese, Raffaele De Longis, Marialetizia Varricchio, Angelo Moretti



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