Incendio sul Monte Taburno, il sindaco di Foglianise Mastrocinque: “San Michele brucia e fa male guardarlo così”
“San Michele brucia e fa male guardarlo così”. Sono le parole cariche di amarezza del sindaco di Foglianise, Giovanni Mastrocinque, che dal primo pomeriggio è sul posto per seguire l’incendio che sta devastando il Monte Caruso, il San Michele, simbolo del paese.
“Chi è nato e vive a Foglianise sa che quella montagna è il luogo che vediamo ogni mattina aprendo una finestra. Vederla attraversata da lingue di fuoco lascia dentro tristezza, rabbia e un profondo senso di impotenza”, scrive il sindaco in una nota.
Una preoccupazione non solo emotiva ma concreta: “San Michele è una montagna di roccia e di pietra sulla quale la vegetazione svolge una funzione preziosa di protezione e tenuta del versante. Ciò che il fuoco distrugge oggi rischia di lasciare ferite che il nostro territorio porterà a lungo”.
Dalle prime ore è stata messa in campo una macchina imponente. Sul posto i Vigili del Fuoco, una squadra della Provincia, una squadra SMA, il Direttore delle Operazioni di Spegnimento attivato dalla Sala Operativa della Protezione Civile di Telese, i Carabinieri Forestali di San Marco dei Cavoti e i Carabinieri di Vitulano. Dall’alto due mezzi aerei, un Canadair arrivato da Lamezia Terme e un elicottero.
Il dispositivo verrà rafforzato nelle prossime ore con altre squadre dei Vigili del Fuoco anche da fuori regione e ulteriori risorse della Protezione Civile attivate tramite la Prefettura.
“Un ringraziamento particolare al Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Benevento, ing. Salvatore Angelo Capolongo, con il quale siamo in costante contatto”, aggiunge Mastrocinque.
Il sindaco rassicura i cittadini: il presidio delle abitazioni è assicurato dai Vigili del Fuoco e la situazione è costantemente monitorata.
Infine l’appello alla collaborazione: evitare di avvicinarsi alle zone interessate, lasciare libere le strade per i mezzi di soccorso, seguire le indicazioni e segnalare qualsiasi elemento utile.
“Sulle cause faranno luce gli organi competenti. Se dovesse emergere una responsabilità umana sarebbe un fatto gravissimo, perché mettere a rischio una montagna come San Michele significa mettere a rischio persone, abitazioni, ambiente e una parte importante della nostra identità”.



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