Caro carburanti, agricoltori e autotrasportatori bloccano Avellino Est. Borrelli e Ceparano: «Lollobrigida risponda ai lavoratori»
Prosegue la mobilitazione degli agricoltori e degli autotrasportatori contro il caro carburanti. Al presidio organizzato presso l’uscita autostradale di Avellino Est hanno partecipato anche il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli e il consigliere regionale campano Carlo Ceparano, che hanno espresso solidarietà al Comitato Agricoltori Avellinesi e agli autotrasportatori presenti anche durante la notte.
«Siamo stati al fianco dei lavoratori fino a notte fonda perché non si possono abbandonare le persone che difendono con il proprio lavoro la terra e il futuro delle famiglie. La strategia del Governo e di chi gestisce la comunicazione è palese: si punta l’obiettivo della telecamera solo dove ci sono disordini per criminalizzare la protesta, mentre al Sud c’è un popolo di agricoltori e autotrasportatori che sta manifestando con una civiltà e una dignità esemplari e viene trattato con una totale indifferenza», dichiara Borrelli.
Il deputato di Avs punta il dito contro i rincari che stanno mettendo in difficoltà le imprese agricole.
«È intollerabile – rimarca Borrelli – che chi produce cibo di eccellenza debba farlo in perdita, soffocato da rincari e da speculazioni che arricchiscono pochi. Il ministro Lollobrigida esca dai palazzi e venga qui a rispondere a chi lavora nei campi. Se la protesta dovesse paralizzare il Paese, la responsabilità sarà interamente di questo Governo che fa finta che il problema non esista».
Anche il consigliere regionale Carlo Ceparano richiama l’attenzione sulle difficoltà economiche che interessano il settore agricolo e quello dell’autotrasporto, soprattutto nelle aree interne.
Per Ceparano quella in corso è una mobilitazione «del tutto legittima e profondamente sentita che richiede una risposta politica ragionata, non un muro di gomma».
«Il settore agricolo e quello dell’autotrasporto nelle nostre aree interne stanno vivendo – sottolinea Ceparano – un cortocircuito economico strutturale: l’aumento spropositato dei costi delle materie prime, del gasolio e dei servizi sta spingendo fuori dal mercato centinaia di piccole e medie imprese».
Ceparano ribadisce quindi la richiesta di un intervento del Governo per affrontare le difficoltà delle aziende coinvolte nella protesta.




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