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Cedolare secca al 5%, Confabitare Avellino: “Un incentivo importante, ma servono più garanzie per i proprietari”

Cedolare secca al 5%, Confabitare Avellino: “Un incentivo importante, ma servono più garanzie per i proprietari”

«La proposta di ridurre al 5% la cedolare secca sui contratti a canone concordato rappresenta un segnale importante, che Confabitare Avellino accoglie con favore e che auspichiamo possa trovare concreta attuazione nella prossima manovra finanziaria. Si tratta di una misura capace di incentivare i proprietari a immettere sul mercato abitativo immobili oggi inutilizzati o destinati ad altre forme di locazione, contribuendo ad ampliare l’offerta di abitazioni disponibili per famiglie, giovani e lavoratori».

È quanto dichiara Francesco Melillo, presidente provinciale di Confabitare Avellino, intervenendo nel dibattito sulla proposta di riduzione della tassazione sui contratti di locazione a canone concordato.

«Il differenziale fiscale rispetto alle locazioni brevi potrebbe diventare particolarmente significativo, soprattutto considerando le commissioni delle piattaforme online e i costi di gestione. Tuttavia, non possiamo pensare che la sola leva fiscale sia sufficiente a risolvere le criticità strutturali del mercato delle locazioni.

Anche nella nostra provincia esistono proprietari che preferiscono mantenere sfitti i propri immobili piuttosto che affrontare il rischio di morosità, di danneggiamenti o di lunghi procedimenti giudiziari per ottenerne la restituzione. È una condizione che penalizza non soltanto chi possiede un immobile, ma anche le tante famiglie che incontrano crescenti difficoltà nel trovare una casa in affitto a condizioni sostenibili.

Dobbiamo superare una contrapposizione che troppo spesso caratterizza il dibattito pubblico: tutelare il diritto alla casa non significa comprimere il diritto di proprietà, così come garantire i proprietari non significa ignorare le difficoltà economiche degli inquilini. Sono due esigenze che devono trovare un equilibrio all’interno di una politica abitativa seria ed efficace.

Per questo condividiamo l’attenzione della nostra organizzazione nazionale verso gli interventi legislativi finalizzati a rendere più rapide ed efficaci le procedure di rilascio degli immobili. Il problema, infatti, non riguarda esclusivamente i tempi necessari per ottenere un provvedimento giudiziario, ma soprattutto quelli della sua effettiva esecuzione. Una sentenza che riconosce il diritto alla restituzione dell’immobile deve poter trovare concreta attuazione in tempi ragionevoli e prevedibili.

Allo stesso tempo, riteniamo necessario rafforzare gli strumenti di garanzia dei canoni di locazione, anche attraverso meccanismi assicurativi e fondi pubblici capaci di intervenire tempestivamente nelle situazioni di morosità incolpevole. Non è accettabile che il peso delle emergenze sociali e abitative venga scaricato esclusivamente sui singoli proprietari, spesso famiglie che hanno investito i risparmi di una vita nell’acquisto di un immobile.

In una realtà come quella irpina, caratterizzata da piccoli proprietari, patrimonio immobiliare diffuso e centri delle aree interne interessati da fenomeni di spopolamento, una politica di rilancio delle locazioni può rappresentare anche uno strumento di rigenerazione urbana e di contrasto all’abbandono degli immobili.

La casa deve tornare a essere una risorsa sociale ed economica, non una fonte di incertezza per chi la mette a disposizione né un bene sempre meno accessibile per chi ne ha bisogno.

La riduzione della cedolare secca al 5% può dunque rappresentare un primo passo significativo, ma deve inserirsi in una strategia più ampia che comprenda incentivi fiscali, garanzie sui pagamenti, certezza dei tempi di rilascio e sostegno concreto alle famiglie in difficoltà.

Perché una vera politica per la casa non si costruisce mettendo proprietari e inquilini gli uni contro gli altri, ma creando le condizioni affinché il diritto all’abitare e il diritto di proprietà possano rafforzarsi reciprocamente.

È su questo equilibrio che si misura la capacità delle istituzioni di dare risposte concrete al bisogno abitativo e di restituire fiducia a un mercato che ha bisogno, prima ancora che di nuove regole, di certezze».

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