Sannio Acque avanza in sordina e 11 sindaci contestano la “centralizzazione coatta” dell’Eic
E’ passata un po sotto silenzio ma la faccenda Sannio Acque non si è fermata. La ribalta la prende, come appare ovvio, la vicenda politico-giudiziaria che sta squassando Palazzo Mosti per cui la sottoscrizione avvenuta a Napoli, all’EIC, della convenzione con la quale l’ente idrico campano ha affidato a Sannio Acque il servizio idrico integrato non ha calamitato l’attenzione dovuta. Forse perchè la prudenza ha consigliato di dare minore enfasi alla cosa vista la reiterata demolizione dell’intento da parte della Corte dei Conti che per cinque volte ha espresso parere “parzialmente negativo”?
Sta di fatto che in modo coriaceo Forgione e compagni vanno avanti nel disegno regionale di questo progetto che solo apparentemente vede la parte pubblica prioritaria, quando invece è Acea il vero motore della struttura, per cui appare quasi una prova muscolare con la Corte dei Conti per vedere chi alla lunga la vince. E allora il progetto va avanti senza eccessive manifestazioni, per l’occasione il mastellismo ha preferito mentenere un profilo basso, da nota stampa tanto per intenderci, senza eccedere in conferenze stampa ma limitandosi a dare la mera informazione. Lo stesso Forgione, da noi intercettato in più d’una circostanza, ha preferito non esporsi rinunciando ad una sovraesposizione probabilmente deleteria e d’altra parte è difficile dargli torto ben tenendo a mente la costituzione il 4 agosto scorso di Sannio Acque con soli tre comuni, facile prda dei distinguo di Via Acton.
E tuttavia, la vera notizia arriva da Fragnerto Monforte dove i sindaci di Fragneto Monforte, Sassinoro, Circello, San Lupo, Fragneto L’Abate, Baselice, San Marco dei Cavoti, Castelvetere in val Fortore, Pietraroja, San Giorgio la Molara e Casalduni hanno espresso condivisione dell’attuale gestione autonoma e diretta della propria risorsa idrica. “L’obiettivo del tavolo istituzionale è stato quello di tracciare una linea comune, ferma e intransigente, per opporsi al processo di centralizzazione coatta imposto dall’Ente Idrico Campano e rivendicare con forza l’autonomia gestionale dei singoli territori. L’assemblea ha respinto all’unanimità i tentativi di assorbimento forzato dei servizi nella società mista Sannio Acque S.r.l., giudicando i provvedimenti di diniego alla salvaguardia emanati dall’EIC, verso alcuni degli Enti presenti al tavolo, come un attacco diretto alla sussidiarietà e alla democrazia locale.”





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