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Centralizzazione Eic e Sannio Acque: si allarga la lista dei ricorrenti al Tar

La faccenda della non accettazione della centralizzazione Eic in fatto di organizzazione del circuito integrato dell’Acqua che dovrebbe restare pubblica. La decisione degli undici comuni di adire il Tar optando per la costituzione del Coordinamento dei Comuni Sanniti a Gestione Autonoma e cioè un organo permanente per fare massa critica e difendere i requisiti storici, tecnici e normativi che legittimano l’autonomia; l’impugnazione sistematica di tutti gli atti di diniego dell’EIC, per vie singole o associate, a tutela dei diritti di salvaguardia previsti dalla legge; la diffida e l’istanza di sospensione all’EIC di congelare i passaggi di consegna e gli affidamenti, alla luce delle criticità strutturali e della mancanza di un Piano Economico Finanziario dopo i 4 pareri contrari della Corte dei Conti, l’ultimo dei quali a rimarcare la insostenibilità finanziaria sulla scorta dei soli tre comuni che, per ora, compongono l’ssatura di Sannio Acque. E la consegna

Tutte questioni che travalicano la fedeltà politica di molte fasce tricolori, dichiaratamente mastelliste ma oggettivamente assai preoccupate della eventualità di rispondere in solido e i sindaci di pagare in prima persona per operazioni che li vedono fedeli esecutori di disposizioni altrui proprio non ne hanno intenzione.

E s’allrga a macchia d’olio la costituzione di comitati sparsi per l’intera provincia di Benevento. A San Marco dei Cavoti, paese firmatario del riocorso al TAR, Donato Costantini, consigliere comunmale di minoranza, chiede se il Comune abbia verificato tutte le possibilità previste dalla legge per salvaguardare un’eventuale gestione autonoma del servizio idrico e quali iniziative abbia intrapreso per tutelare gli interessi della comunità.

A Cusano Murtri il Consiglio comunale ha deliberato lo scorso 23 ottobre all’unanimità una mozione unitaria per difendere l’autonomia idrica del territorio e tutelare le sorgenti locali nel cuore del Matese.

A Moiano il Sindaco Buonanno, nell’ambito del Consiglio cominale del 19 ottobre, ha ribadito la propria contrarietà all’adesione a Sannio Acque, confermando che ciò non avverrà finché assumerà la carica di Sindaco, anche al fine di evitare strumentalizzazioni di natura politica sul proprio conto, è mastelliano. Nel corso del dibattito consiliare egli aveva affermato la impossibilità del ricorso al Tar, su indicazione deghli uffici tecnici, per poi manifestare la propria disponibilità, nelle vesti di privato cittadino, a contribuire alle spese per il conferimento di un incarico legale al riguardo.

Insomma, a poco a poco, come un effetto domino, molti sindaci cominciano a guardarsi attorno e principalmente a temere di esporsi di tasca propria. Sannio Acque non è più considerata una scelta obbligata, sebbene il potentato politico che l’ha imposta abbia inteso proseguire su una strada lastricata di rischi definendo anche gli organigrammi. Da Sannio Acque finora c’è silenzio sebbene si sia provato a sentire cosa ne pensi il presidente Forgione.

 

 

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