Benevento, De Stasio: «Il passato non può truccarsi da futuro»
La consigliera comunale Rosetta De Stasio interviene sul dibattito politico in vista delle prossime elezioni: «La città non ha bisogno di attori mascherati, ma di competenza, dignità e onestà».
Riceviamo e pubblichiamo l’intervento della consigliera comunale di Benevento Rosetta De Stasio.
Il passato non può truccarsi da futuro
Con l’avvicinarsi della prossima scadenza elettorale si ravviva ed intensifica il dibattito su quale potrà essere il futuro della nostra città.
Il tutto condito dall’attesa quasi spasmodica per l’esito delle note vicende giudiziarie che hanno acceso gli animi di coloro che si ritengono ingiustamente colpiti, così come di coloro che si vestono da moralizzatori della cosa pubblica.
Poi c’è chi si difende strenuamente, chi dichiara di non essere a conoscenza di quanto accadeva, chi partecipa a vario titolo a manifestazioni non propriamente “spontanee”, e chi intende cimentarsi nell’analisi delle ragioni del declino magari proponendo o prospettando soluzioni efficaci per il futuro.
Futuro: parola meravigliosa troppe volte utilizzata per nascondere esperienze o errori del passato. Ha ragione Ambner De Iapinis: il passato non può truccarsi da futuro, e di futuro non è legittimato a parlare chi è stato parte integrante di un passato non radioso di cui oggi stiamo raccogliendo i frutti. Non perché il passato non serva, anzi è anche sulle esperienze passate che può costruirsi il nuovo, ma perché non si può fare del passato personale e politico l’unico criterio di valutazione, e quindi di scelta, del futuro, soprattutto quando questo si propone come “nuovo”.
Si ritrovano a parlare di futuro non solo l’attuale Sindaco Mastella, ma anche i Del Basso (regista del PD beneventano), gli Abbate (che partecipano alle manifestazioni fingendo di dimenticare di essere stati parte integrante di quel raggruppamento politico, partitico e personale, che oggi “avversa”), gli assessori di precedenti amministrazioni (che poi sono stati successivamente “beneficiati” da chi amministra oggi), consiglieri comunali che non hanno ancora deciso, anzi non lo hanno MAI deciso, da che parte stare, i Viespoli (che si confrontano con vecchi avversari cercando in essi una sponda per un improbabile e disastroso fronte comune, come già accaduto in passato), e chi più ne ha, più ne metta.
Senza dubbio la città sta attraversando un momento difficile, ed i cittadini si interrogano sul domani e sul futuro dei propri figli, oltre che della propria comunità. Ma è del tutto evidente che la soluzione, il futuro, non può essere creato da coloro che hanno condiviso lo stesso schema di esercizio del potere, gli stessi metodi, lo stesso sistema che oggi fingono di avversare.
Non siamo sulla via di Damasco, ma su quella che, da decenni, dovrebbe collegare Benevento con Caserta, o quella che dovrebbe consentire di raggiungere l’autostrada del Sole in modo più sicuro e veloce.
E qui di “conversioni” non se ne vedono: Saul resta Saul e non diventerà mai San Poalo.
Se poi si vuole credere alle favole, il discorso cambia e ciascuno è libero di farlo, a condizione che, giunti alla morale della favola stessa, non ci si lamenti o scandalizzi cercando di addossare le colpe ad altri.
Più che parlare di futuro alcuni “politici” dovrebbero parlare dei propri errori e scusarsi con la città. Ma questo è un film che non sarà mai proiettato.
Piuttosto vanno in scena rappresentazioni di una realtà distorta allestite da gente che tenta di mascherarsi come “nuova”, magari facendo da suggeritore per “interposta persona”, ma che resta, e non potrebbe essere diversamente, quella che era ed è sempre stata.
Il futuro, quello vero, è, e deve essere, in mano alla popolazione, al suo senso di responsabilità, alla sua memoria, alle sue legittime aspirazioni, alla sua dignità.
La nostra città non ha bisogno di attori mascherati, né di figuranti; non ha bisogno di un passato truccato da futuro; non ha bisogno di intermediari o soloni.
Ha solo necessità di ritrovare se stessa, con uno scatto di orgoglio che riporti al centro della vita pubblica la competenza, la dignità e l’onestà.




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