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Rogo Airola, Teresa Meccariello annuncia una petizione alla VIII Commissione Ambienete della Camera

Il rogo di Airola della Ecoenergy e le sue conseguenze. Passata la grande paura restano però molti interrogativi sullo stato di salubrità dell’aria ma vieppiù delle colture, atteso che la diossina potrebbe avere messo in discussione l’ecosistema di buona parte della Valle Caudina. Ma c’è chi non demorde e continua a chiedere che sulla vicenda non cali l’oblio. Teressa Meccariello, tenace, porta il caso all’attenzione della VIII Commissione Ambiente della Camera attraverso una petizione.

“E’ solo l’inizio”, dice la Meccariello del Comitato promotore della petizione,  “il Sannio e Benevento non sono terra di serie B. La petizione che abbiamo presentato e sottoscritto all’indomani del rogo del 31 agosto 2026 che ha devastato l’impianto di gestione dei rifiuti di Airola, e che online ha poi raccolto oltre 10.000 sottoscrizioni, è stata annunciata e assegnata ai lavori parlamentari nella seduta della Camera dei Deputati del 3 novembre 2026, Allegato A al resoconto, Petizione n. 1884, assegnata alla VIII Commissione (Ambiente).

Con quella petizione abbiamo chiesto due cose precise: l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sull’incendio di Airola, sulla gestione dell’impianto, sui rischi epidemiologici e sui danni all’economia agroalimentare; il riconoscimento per il territorio sannita dello status di Terra dei Fuochi e delle relative tutele. Oggi è aperta un’istruttoria. Non è un punto di arrivo, è un punto di partenza. Spetta ora alle Istituzioni verificare, accertare, dare risposte. Spetta a noi cittadini non abbassare la guardia.

Oggi più che mai, anche alla luce della nota vicenda Sannio Acque, noi cittadini siamo chiamati a presidiare il territorio. Su acqua, salute, ambiente, rifiuti, non si può decidere sopra le nostre teste. Benevento e la sua provincia non sono un territorio di serie B, non sono una periferia dove si può scaricare, inquinare, nascondere e poi dimenticare.

Quello che è successo ad Airola non è un incidente isolato. È il sintomo di un modello che da anni glissa sui costi sanitari, ambientali ed economici, sulle comunità più fragili. Per questo la richiesta di inchiesta non è una battaglia di parte, è una battaglia di verità e di dignità.

Ringraziamo le oltre 10.000 persone che hanno firmato. Ognuna di quelle firme pesa ed è la voce di ogni cittadino che ha detto: io ci sono, voglio sapere, voglio essere tutelato e sono consapevole dei miei diritti. A loro diciamo: restiamo insieme, restiamo uniti. Solo insieme si può vincere.

Continueremo a seguire passo dopo passo l’iter parlamentare, a informare, a chiedere trasparenza e controlli. Sempre dalla stessa parte. Con voi”.

 

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