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AttualitĂ 

Benevento| Il Parco Cellarulo rivive grazie alla Lipu Sannio

La realizzazione di sentieri naturalistici da parte dei volontari della LIPU ha consentito una fruizione ecocompatibile di un Parco dimenticato

Il 7 e il 21 luglio si sono svolte due escursioni organizzate dalla sezione LIPU di Benevento nell’ambito di “Benevento CittĂ  in fiore”, programma di iniziative promosse dalla rete delle associazioni per la valorizzazione e promozione turistica di Benevento, che hanno condotto i partecipanti dal Ponte Vanvitelli alla penisola fluviale di Cellarulo. Il titolo dell’evento “Passeggiate sul fiume tra storia e natura – Percorsi alla scoperta dei Tesori nascosti sulle rive dei fiumi beneventani” denunciava giĂ  in premessa quanto effettivamente avvenuto, infatti durante le due escursioni gli attivisti della LIPU hanno illustrato sia le peculiaritĂ  floro-faunistiche presenti lungo il Calore e il Sabato sia la ricchezza storico-archeologica conservata lungo le loro sponde.
La prima delle due passeggiate, accompagnata da pioggia ad intermittenza, si Ăš concentrata solo sull’area archeologico-naturalistica di Cellarulo, mentre la seconda si Ăš svolta interamente, cosĂŹ come programmato, dal raduno a piazza Bissolati sino all’attraversamento di tutta la penisola fluviale di Cellarulo. Infatti quest’ultima si Ăš snodata lungo un percorso di circa 7 km portando, prima, i partecipanti ad osservare il fiume Calore da uno dei suoi lungofiume, poi ad affacciarsi sul Sabato dal Ponte Leproso quindi a toccare le rive di tutti e due i fiumi beneventani in corrispondenza della loro confluenza e quelle del solo fiume Calore in un altro punto ancora. I partecipanti inizialmente hanno potuto ammirare dall’attuale Ponte Vanvitelli i resti di un ponte di epoca romana, sul quale probabilmente transitava un’antica e importante strada proveniente dall’Alto Sannio, ma anche due specie di uccelli particolarmente interessanti: il piro piro piccolo (Actitis hypoleucos), caratteristico uccello facente parte del gruppo dei limicoli che vivono sulle rive o sugli isolotti ghiaiosi e limosi dei corsi d’acqua, e il cormorano (Phalacrocorax carbo), di cui un esemplare ha sorvolato il ponte rappresentando un avvistamento importante poichĂ© trattasi di uno dei pochissimi esemplari estivanti nel Sannio Beneventano. CosĂŹ, toccando una moltitudine di beni culturali presenti lungo il percorso: i resti delle antiche terme romane in zona Bagni tra via Posillipo e Corso Dante, la Torre Biffa, il Bue Apis, la Basilica della Madonna delle Grazie, le Mura longobarde, i resti dell’Anfiteatro romano, si Ăš giunti al Ponte Leproso sul fiume Sabato. Da questo ponte per mezzo del quale la Via Appia giungeva a Beneventum, grazie ad un fiume in questo punto ancora in condizioni naturali dal punto di vista vegetazionale e degli habitat, Ăš stato avvistato un altro esemplare di piro piro piccolo, ma anche una gallinella d’acqua (Gallinula chloropus) e una nitticora (Nycticorax nycticorax), una specie quest’ultima appartenente alla famiglia degli Ardeidi, ossia degli aironi, cosĂŹ come Ăš stato possibile osservare diverse specie di passeriformi tra cui il variopinto cardellino (Carduelis carduelis).
Successivamente gli attivisti della LIPU hanno condotto gli escursionisti in quello che sarebbe dovuto essere il Parco archeologico e del verde di Cellarulo, oggi completamente abbandonato, ma nonostante ciĂČ luogo sempre molto affascinante. I volontari della LIPU proprio qui nelle scorse settimane hanno riaperto un tratto di un sentiero realizzato dal Comune di Benevento pochi anni fa lungo il Canale Morra, attualmente prosciugato, prima che questi si ricongiunga con il fiume Sabato. Tale sentiero, che conduce in prossimitĂ  della confluenza Sabato-Calore ma che non la raggiunge, Ăš stato completato nella parte al disotto della difesa spondale dagli attivisti della LIPU beneventana affinchĂ© i partecipanti all’escursione potessero godere del punto esatto dove il Sabato e il Calore si incontrano, costituito da un ampio cuneo di pietre e sabbia in un contesto paesaggistico affascinante ed interessante dal punto di vista naturalistico, non a caso da qui Ăš stato avvistato un airone cenerino (Ardea cinerea), oltre a piĂč di una decina di esemplari di piro piro piccolo. Da precisare che i volontari della LIPU nei giorni precedenti all’escursione hanno ripulito dai rifiuti questo “magico” posto, dove cresce la cosiddetta pianta delle streghe per le sue proprietĂ  allucinogene, quello stramonio (Datura stramonium) dai caratteristici fiori bianchi allungati e dalle foglie a lobi appuntiti, infatti ai rifiuti portati dalle piene dei fiumi si aggiungono quelli prodotti quotidianamente da pseudo pescatori che lasciano sulla ghiaia fluviale bottiglie di plastica contenenti l’acqua per bere, lattine di birra, scatolette di latta dove erano tenute le esche per i pesci, ecc.
Successivamente gli escursionisti hanno potuto ammirare, grazie ad un altro accattivante sentiero creato dai volontari della LIPU nel canneto ripariale, i resti del romano Pons Maior, detto Ponte Fratto, sul quale transitava la Via Latina che entrava nell’antica cittĂ  proprio in quel punto.
Infine nella pineta posta al disopra della difesa spondale si sono potute visionare le consistenti tracce dell’alluvione del 15 ottobre 2015, la piĂč imponente degli ultimi 100 anni dopo quella dell’ottobre 1949, in un sito che dovrebbe rappresentare un museo all’aperto sull’alluvione e che si potrebbe realizzare con l’interessamento dell’Amministrazione comunale di Benevento alla quale la LIPU veicolerĂ  questa idea.
Le opere che sono servite per lo svolgimento delle due escursioni a Cellarulo sono state realizzate dalla Sezione LIPU di Benevento in maniera ecocompatibile, con tanto lavoro manuale ma senza colate di cemento o taglio di alberi e distruzione della bassa vegetazione, infatti anche il sentiero nel canneto – creato in un ambito territoriale di competenza della Provincia di Benevento ricadente all’interno dell’Oasi di protezione “Zone Umide Beneventane” gestita dalla LIPU – consente il passaggio di una sola persona alla volta. CiĂČ dimostra che la valorizzazione delle ricchezze storico-archeologiche e naturalistiche della penisola fluviale di Cellarulo va fatta in questa ottica, ossia di una gestione ecocompatibile ed economicamente sostenibile, anche in considerazione delle risapute difficoltĂ  finanziarie degli Enti pubblici italiani ed in particolare del Comune di Benevento dopo il dissesto finanziario dichiarato nel gennaio 2017.

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