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Edoardo Ferrara di 3bmeteo.com: “Il Pirocumulonembo, quando l’incendio genera il temporale. Ecco quali sono gli effetti ”

Edoardo Ferrara di 3bmeteo.com: «Il pirocumulonembo è in tutto per tutto una nube temporalesca che viene però generata dal calore di vasti incendi. Paradossalmente, può favorire il rogo anziché smorzarlo».

Pirocumulonembo, ecco cos’è e come si forma – I vasti incendi che stanno interessando il sud della Francia hanno portato all’attenzione mediatica un fenomeno meteorologico tanto raro quanto spettacolare: il pirocumulonembo. Durante uno dei grandi roghi sviluppatisi nei giorni scorsi si è infatti formata una vera e propria nube temporalesca, generata dall’incendio, un evento eccezionale osservato raramente anche in Europa.

«Il pirocumulonembo è una nube del tutto simile al cumulonembo responsabile dei temporali, ma la sua formazione avviene sopra i grandi incendi» – spiega Edoardo Ferrara di 3bmeteo.com – «Il calore sprigionato dai vasti roghi infatti genera correnti ascendenti verso l’alto le quali, se le condizioni atmosferiche lo consentono, si raffreddano e condensano la propria umidità nella nube. Si tratta dunque di una nube che può raggiungere anche i 10 km di altezza, proprio come le classiche nubi temporalesche. Non tutti gli incendi automaticamente generano il pirocumulonembo: l’atmosfera infatti deve essere propizia, quindi sufficientemente instabile e con presenza di umidità nell’aria.»

«Il pirocumulonembo, a dispetto di quanto si possa pensare, può esasperare l’incendio anziché smorzarlo» – prosegue Ferrara di 3bmeteo.com – «Questa nube infatti genera gli stessi fenomeni del classico temporale, come forti correnti, turbolenze e anche fulmini secchi, che possono innescare nuovi incendi, anche lontano dal rogo principale. Inoltre, al suo interno si sviluppano le raffiche discendenti dall’alto verso il basso come i cumulonembi, ma in questo caso le precipitazioni associate evaporano prima di raggiungere il suolo per via del calore dell’incendio, risultando così venti forti e secchi che possono favorire l’estensione delle fiamme nelle aree circostanti. In questo modo viene ulteriormente ostacolata l’eventuale azione di spegnimento e contenimento.»

C’entra il cambiamento climatico? – «Non c’è un legame diretto con il riscaldamento globale, in quanto la genesi del pirocumulonembo necessita strettamente della presenza di un vasto incendio. La correlazione, tuttavia, può essere indiretta: in condizioni sempre più calde e siccitose sono favoriti gli incendi e quindi, di conseguenza, aumenta la probabilità di assistere a questo fenomeno, per quanto comunque raro. Le aree più interessate sono chiaramente quelle che maggiormente soffrono della presenza di incendi, contestualmente a un’atmosfera più instabile. Pur rimanendo un fenomeno raro, lo si inizia a osservare anche in Europa, specie sul comparto occidentale, ma in generale le aree più interessate sono quelle boschive che possono incorrere in fasi calde e siccitose, soprattutto negli ultimi anni con l’aumento delle ondate di calore. Parliamo dunque del Nord America, in particolare della costa occidentale, oltre che del Canada, della Siberia e dell’Australia» – concludono da 3bmeteo.com.

Foto 3bmeteo

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