Fiume Calore, schiuma e moria di pesci: Borrelli interroga i Ministri. “Benevento paga l’assenza del depuratore
Schiuma bianca che ricopre le acque e centinaia di pesci morti trascinati dalla corrente o incastrati tra le alghe. È il desolante quadro che si presenta in queste ore lungo il *fiume Calore a Benevento*, all’altezza di Ponte Vanvitelli.
A lanciare l’allarme Giovanna Megna, consigliera comunale AVS, Mauro Gilardi di Civico 22 e il prof. Michele Intorcia per conto di cittadini e associazioni ambientaliste. Le segnalazioni hanno portato all’intervento di Carabinieri Forestali, Arpac, Asl e Vigili del Fuoco su mandato della Procura.
Il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli ha depositato un’interrogazione scritta al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e al Ministro della Salute per fare luce sull’accaduto e sulle responsabilità.
Nel mirino dell’atto parlamentare due criticità storiche del territorio beneventano. La prima è l’assenza del depuratore cittadino: i cronici ritardi nella realizzazione dell’impianto continuano a costare all’Italia pesanti sanzioni da parte dell’Unione Europea.
La seconda riguarda il “Contratto di Fiume per il Medio Calore”, strumento che finora si è rivelato del tutto inefficace e privo di impatto concreto per la tutela del bacino.
Tra le prime ipotesi al vaglio c’è quella di uno sversamento industriale non autorizzato. Intanto la consigliera Megna e altri 7 consiglieri comunali hanno già chiesto la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario sul tema.
«Le immagini che giungono da Benevento testimoniano un vero e proprio ecocidio ai danni del fiume Calore, frutto di una gestione del territorio radicata nell’incuria, nella mancanza di programmazione e nei controlli assenti» dichiara Borrelli.
«È intollerabile che un capoluogo di provincia continui a essere sprovvisto di depuratore, pagando multe europee, mentre il fiume viene soffocato da veleni. Ho chiesto ufficialmente ai Ministri di acquisire gli esiti delle analisi chimiche e batteriologiche dell’Arpac e dell’Asl, di chiarire le cause dell’inquinamento e di fornire tempi certi ed un cronoprogramma definitivo per la realizzazione del depuratore. Chi inquina e chi non ha vigilato deve rispondere delle proprie responsabilità».

Ora si attendono gli esiti delle analisi e le risposte del Governo, mentre il Calore resta sotto osservazione.



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