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Miasmi, V. Sguera: “lavorare insieme ma dialogo con la maggioranza è difficile”

Un momento delicatissimo per Benevento e la sua provincia che sembra essere entrata ormai ufficialmente nel mirino della criminalità organizzata e di una certa imprenditoria senza scrupoli coi roghi che ormai addirittura si contano quotidianamente. Una maniera assai veloce per liberarsi di tonnellate di scarti che non hanno più mercato e che per smaltirli necessitano di spese assai sostenute. La terra dei fuochi serve proprio a questo; eliminare a basso costo bruciando e chi si è visto si è visto. I danni all’ambiente, alla gente non interessa a questi sciacalli, locali e non.

E i fetori che ormai imperversano, senza soluzione di continuità. E se ci mettiamo che nemmeno gli enti preposti, vedi l’Asl, sono in  grado di valutare se quelle puzze sono nocive oppure no il quadro è davvero completo. E se aggiungiamo che in Consiglio il punto miasmi è al tredicesimo posto all’ordine del giorno abbiamo una ulteriore conferma di come il sentire del Palazzo non è in linea con la gravità del momento.

L’Amministrazione s’è difesa col vicesindaco De Pierro, Mastella non ha inteso intervenire sull’argomento lasciando l’aula, secondo il quale “nulla è stato lasciato al caso e che l’impianto si farà solo se sussistono tutte le condizioni ambientali e urbanistiche e solo nel caso tutte le numerosissime prescrizioni, già contenute nell’ordinanza del 7 settembre, saranno integralmente rispettate”. Mastella, che non aveva ritenuto di esprimersi in aula, ha però attaccato frontalmente e politicamente la minoranza definendo “personaggetti” i suoi membri e con i quali ogni dialogo appare vano. Di altro tenore la replica di Vizzi Sguera ispirata invece al dialogo

Per Alternativa per Benevento “quando si parla di tutela dell’ambiente e della salute pubblica, i battibecchi politici devono lasciare spazio ad atti e fatti, verificabili attraverso i documenti”. Per Perifano e Farese e il resto del gruppo il dato più significativo è che già il 23 luglio l’ARPAC aveva comunicato al Comune che “l’impianto di produzione di biometano stava smaltendo parte delle acque presso l’impianto di gestione rifiuti della Sanav; una quantità che la successiva immissione nell’impianto di depurazione Multiservice dell’Asi potrebbe non essere stata assorbita provocando l’incidente ambientale del Calore.

Alternativa chiede per quale motivo dopo la nota dell’ARPAC non è stato allertato il Consorzio ASI per segnalare i gravi rischi connessi al funzionamento dell’impianto di depurazione.

 

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