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Stop ricoveri programmati, da Federconsumatori Campania diffida e messa in mora di AIOP Campania

«Usare i ricoveri dei cittadini come strumento di pressione per strappare alla Regione budget e tariffe più alti significa prendere in ostaggio i malati, e non esiste alcuna ragione, né giuridica né morale, che possa giustificarlo». Lapidario il commento di Giovanni Berritto, presidente di Federconsumatori Campania APS, sulla diffida e messa in mora con cui l’associazione intima ad AIOP Campania, l’Associazione italiana ospedalità privata, di revocare la sospensione dei ricoveri programmati scattata lunedì 21 settembre in una quarantina delle 64 case di cura private accreditate della regione, che secondo i dati della stessa AIOP dispongono complessivamente di oltre 6.200 posti letto. L’atto, trasmesso via PEC, è stato inviato per conoscenza anche alla Direzione generale per la Tutela della salute della Regione Campania.

«Le prestazioni rinviate sono circa tremila, stando alle stime diffuse dall’associazione di categoria, e dietro ciascuna c’è una persona che attendeva un intervento chirurgico, un ciclo di riabilitazione o un posto in lungodegenza», continua Berritto. «A questo si aggiunge il blocco dei trasferimenti dagli ospedali pubblici verso le strutture di riabilitazione, che trattiene nei reparti per acuti pazienti ormai stabilizzati e scarica l’intero peso della protesta sui pronto soccorso e sulle liste d’attesa campane».

L’iniziativa di Federconsumatori Campania APS si affianca alla diffida inviata il 18 settembre ad AIOP e alle cliniche associate dalle segreterie regionali di CGIL e FP CGIL Campania e alle richieste di un tavolo urgente avanzate da CISL FP e UIL FP. L’associazione porta così nella vertenza la voce di chi quel servizio lo riceve, i cittadini-utenti del Servizio sanitario regionale, rimasti finora sullo sfondo di uno scontro che si consuma tra la Regione e le strutture private.

«Con l’accreditamento istituzionale e le convenzioni le case di cura entrano a pieno titolo nella rete pubblica di ricovero e cura e operano in nome, per conto e con i fondi del Servizio sanitario nazionale», spiega Carlo Spirito, legale referente di Federconsumatori Campania APS per la sanità. «Un soggetto accreditato può sospendere le attività soltanto in presenza di un’impossibilità tecnica comprovata ed eccezionale, come gravi e imprevedibili carenze strutturali o cause di forza maggiore non imputabili alla gestione. Questioni di budget, di liquidazione delle prestazioni o di adeguamento tariffario non rientrano in questa categoria e non legittimano l’interruzione unilaterale di un servizio pubblico essenziale, tanto meno da parte di strutture che hanno completato l’intero iter di autorizzazione, accreditamento e convenzionamento e che ne conoscevano gli obblighi di continuità assistenziale».

«AIOP lamenta nove mesi senza budget definitivo e senza contratti, tariffe ferme da quattordici anni e 66,2 milioni di euro di prestazioni erogate nel 2024 oltre il tetto e non remunerate: sono rivendicazioni che si discutono al tavolo con la Regione, non nelle corsie», ribadisce Berritto. «Il diritto alla salute tutelato dall’articolo 32 della Costituzione non può essere subordinato a un contenzioso economico o a una rivendicazione di categoria, e la sospensione ingiustificata di un servizio pubblico configura un comportamento illecito, lesivo dei diritti dei pazienti e suscettibile di responsabilità civili, amministrative e penali».

La diffida è esplicita anche sulle conseguenze. «AIOP Campania e le strutture associate saranno ritenute direttamente responsabili di ogni sforamento dei tempi massimi previsti dalle liste d’attesa e di tutti i danni diretti e indiretti, patrimoniali, biologici ed esistenziali, che i cittadini subiranno per i ritardi, i rinvii o la mancata erogazione dei ricoveri nei tempi stabiliti dalla legge», ammonisce il presidente di Federconsumatori Campania APS.

L’associazione chiede la revoca immediata di qualsiasi direttiva, delibera o indicazione volta a bloccare, sospendere o contingentare i ricoveri in regime di accreditamento e il ripristino senza ulteriore ritardo della piena erogazione dei servizi a tutti gli aventi diritto. Trascorsi tre giorni dal ricevimento dell’atto senza che le attività siano riprese, Federconsumatori Campania APS agirà senza ulteriore preavviso presso tutte le sedi giudiziarie civili e penali competenti, presso le Autorità di vigilanza e l’AGCM, per segnalare le irregolarità convenzionali e ottenere il risarcimento dei danni patiti e patiendi. «Gli sportelli di Federconsumatori a Napoli, Salerno, Avellino, Benevento e Caserta raccolgono da subito le segnalazioni di chi si è visto rinviare un ricovero, per documentare i danni e sostenere ogni richiesta di risarcimento», conclude Berritto

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